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TRENTENNALE DELL´ULIVO/La Cittadella, nata come progetto d´amore

Pubblicato da: Categoria: Cultura

16
MAG
2018

Si festeggia un anniversario importante presso la struttura benefica con l’avvio di altri progetti caritatevoli, come l’ultimo nato, il centro di accoglienza per i senza fissa dimora  allocato in palazzo Santacroce

Il 1 maggio del 1988 fu inaugurato l’”Ulivo”, struttura realizzata con il contributi dei tanti che credettero nel grande progetto del fondatore mons. Guglielmo Motolese. A trenta anni dall’inizio della sua attività, la Fondazione Cittadella della Carità ha voluto  ricordare e festeggiare questa data con due iniziative.
Nella prima, lunedì 14 maggio 2018, l’arcivescovo di Taranto mons. Filippo Santoro ha presieduto una S.Messa che è stata celebrata all’aperto, nell’area antistante l’ingresso dell’Ulivo. Un appuntamento imperdibile, che ha messo al centro lo spirito fondante della Cittadella tutta, quello sguardo rivolto al fratello sofferente e quel supporto alla cura del malato, di colui che ha bisogno che qualcuno  si prenda cura di lui.
Erano presenti il presidente della Fondazione dott. Giuseppe Mele, accompagnato dal CdA avv. Angelo Esposito, avv. Salvatore Sibilla e dott.ssa Maria Silvestrini,  il presidente del Collegio dei Revisori dott. Cosimo Damiano Latorre, il direttore generale dott. Bruno Causo, le direzioni amministrativa e sanitaria, la responsabile R.S.A dott. Manuela D’Abramo, i dipendenti, i parenti di mons. Motolese e gli amici più cari.  
Riprendendo e rilanciando uno dei simboli che caratterizzano la Cittadella, l’ulivo, mons. Santoro ha raccolto  tutti in preghiera. L’ulivo è  albero simbolo di forza, resistenza, pace, trionfo, fede, vittoria e salvezza; rappresenta la dedizione e l’impegno  nel recupero e nella riabilitazione dei pazienti  e può rappresentare la professione sanitaria dell’oggi, moderna ma con radici profonde. La S.Messa è stata celebrata sotto l’ombra degli alberi della Cittadella, in un tutt’uno con quella natura che circonda gli edifici e che rende preziosa la degenza nella R.S.A., luogo rigenerante.

 



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