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Viaggi comici/Dall´inferno dei Lo Tumolo al… Paradiso

Pubblicato da: Categoria: Eventi

30
AGO
2013
E’ l’artista lucano il vincitore della diciassettesima edizione del Festival del Cabaret di Martina Franca: «Una gioia indescrivibile vincere qui». Il patron Giovanni Tagliente: «La vittoria di Dino non ci sorprende, è un talento»
E’ stato Dino Paradiso il vincitore della diciassettesima edizione del Festival del Cabaret di Martina, tenutosi lo scorso week-end nell’atrio del Palazzo Ducale martinese. Lucano di Matera, perfeziona lo studio del teatro comico frequentando la scuola “Comic Lab”, diretta dalla nota Serena Dandini. Il punto di forza, nonché cavallo di battaglia di Paradiso, è stato uno sketch improntato sulle abitudini e sui modi di dire classici delle mamme “old school”, il tutto interpretato con magistrale gestualità che ha permesso al buon Dino di entrare immediatamente in sinergia col pubblico, il quale solo per poco non si è alzato in piedi per alimentare ulteriormente il fragoroso applauso finale. «Aver vinto a Martina è qualcosa che mi gratifica tantissimo. Ho vinto altri festival ugualmente importanti – confessa emozionato Paradiso - ma aver portato la vittoria a casa qui a Martina mi riempie davvero d’orgoglio. Appena sono arrivato qui ho avuto la sensazione di far parte di qualcosa di grande. Davvero, non ho parole». La viva comicità di Paradiso che ha raccolto il testimone di quella funerea dei Fratelli Lo Tumolo, gli ormai noti becchini putignanesi passati e consacrati anche alla ribalta nazionale. Un passaggio di consegne quasi dovuto, se si riflette sopra. I Lo Tumolo? Loro sono un po’ come l’antipasto, prima arrivano loro e dopo io. Grazie a tutto il pubblico martinese». E sportivamente arriva il commento proprio degli attesi ospiti e detentori del titolo, i Lo Tumolo, passati a gloria postuma proprio dopo il festival. La parola va a uno dei due componenti Daniele Sportelli: «Bellissime emozioni, non nascondo un pizzico di gelosia nei confronti di Dino. Sappiamo che si prova a vincere qui. E’ un grande, nulla da ridire sulla sua vittoria. E poi vincere di fronte all’esigente e attento pubblico martinese – sottolinea Daniele - non è mai facile. Questo festival è arrivato a livelli altissimi, si vede dal parterre di ospiti e soprattutto ci si accorge dell’alto livello di questa kermesse dai testi. Non è il solito cabaret spicciolo, ma ci sono idee diverse e innovative. Assolutamente tutto positivo, io e il mio socio Elio siamo stati contenti di tornare a Martina». Commenti positivi da ogni lato, dunque, per il Festival del Cabaret di Martina. Sapientemente condotto dall’orma inamovibile Mauro Pulpito, coadiuvato da Michela Coppa, la diciassettesima edizione ha segnato un ulteriore passo verso l’assoluta qualità organizzativa e qualitativa. Alacre e come sempre impeccabile il lavoro dell’eccezionale patron Giovanni Tagliente che, aiutato dai figli Alessandro e Lorenzo, ha saputo confermare, qualora ce ne fosse stato bisogno, il peso specifico che assume il suo Festival nel panorama cabarettistico nazionale. Un gruppo eccezionale di ospiti fissi, vedi la scoperta dei martinesissimi e bravi Tribemolle, la consacrata Barbara Foria e altri personaggi dal grande talento come l’artista a tutto tondo Andrea Di Marco e Antonello Vannucci. Molto attesi, e non hanno deluso le aspettative, i Mancio & Stigma, più conosciuti come gli Emo. Il Festival ha poi continuato la grande tradizione del “Premio Città di Martina Franca” assegnandolo a Max Cavallari dei Fichi d’India, che ha dedicato il prezioso riconoscimento al suo “gemello” Bruno Arena, ancora costretto in ospedale dopo l’emorragia cerebrale dello scorso 17 gennaio. “Premio Sirio” a Pio e Amedeo delle Iene, gli ultras dei vip e vera rivelazione dell’ultima stagione televisiva italiana. Non hanno demeritato affatto il Mago Lupis, il ventriloquio Andrea Fratellini con lo speciale zio Tore. Bene anche i salentini Scemifreddi. Altra tradizione è stata la presenza sul palco del Festival dell’ormai onorevole Gianfranco Chiarelli, che ha assicurato che per il prossimo anno “sarà impegno delle istituzioni competenti agevolare ancor di più il Festival con fondi maggiori”. Ottime e meritate notizie per il lungimirante patron Giovanni Tagliente, il quale non ha fatto mancare le sue dichiarazioni subito dopo la chiusura dei battenti della sua creatura, tra le indiscusse eccellenze degli eventi locali e italiani. «Aiuti maggiori al Festival? Ci auguriamo che le autorità politiche mantengano la parola – afferma Tagliente – vedremo che succederà. Intanto c’è da goderci la vittoria di Dino. E’ stato fin da sempre un grande investimento per tutti noi. Lo abbiamo scoperto nei vari laboratori comici. C’erano tutti i presupposti per pensare ad una sua vittoria e infatti le cose sono andate proprio così. E adesso, in vista della maggiore età del Festival – chiosa infine il patron - cercheremo di scoprire altri talenti per raccogliere altre soddisfazioni». Sul palco della kermesse comica, lo stesso Tagliente ha ammesso candidamente di «sperare che questo Festival diventi, un giorno, la Sanremo della comicità». Tagliente ci perdoni, ma dobbiamo smentirlo: quel giorno è già arrivato.
 


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