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Cook For Book/E il conto lo fai tu

Pubblicato da: Categoria: Eventi

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LUG
2014
I ragazzi di Officine Tarantine hanno dato vita a una serata speciale per la raccolta fondi destinata a un’aula studio autogestita, un luogo dove condividere e diffondere saperi e competenze. Ottimo il menu, con sorpresa finale
 
Una cena per condividere idee, per trasmettere progetti, per passare del tempo insieme, per ragionare su ciò che si mangia, ma anche per riflettere e per costituire un modo di finanziamento alquanto simpatico e divertente, la cena “Fa Tu” appunto!  I ragazzi di “Officine Tarantine” (ovvero coloro che vogliono convertire la destinazione d’uso ai Baraccamenti Cattolica) hanno organizzato all’interno dei Cantieri Maggese a Taranto Vecchia, una cena completa, basata sulle tradizioni tarantine al fine di finanziare il loro progetto di “Off Topic”, aula studio autogestita, attraverso una cena a fiducia, dove le regole sono dettate dal buon senso e dalla saggezza dei suoi partecipanti, in cui ognuno valuta i costi e paga il prezzo che reputa giusto, in quanto parte attiva che si mette in gioco. A parlarci del progetto e dei suoi sviluppi, uno degli organizzatori Stefano Modeo. 
Cos’è Off Topic, come e da chi nasce l’idea?
«Il gruppo inizialmente proveniva da altre esperienze in città, le quali come quasi sempre accade, quando si concludono non finiscono del tutto, ma lasciano sempre un qualcosa che comincia ad assumere nuove forme. OffTopic è l’evoluzione di vari percorsi intrapresi nel corso degli anni, è soprattutto un essere multiforme che oggi ha come scopo la costruzione di una sala studio e di una biblioteca ma che domani, com’è sua natura, diverrà altro. Ciò che ci interessa non è solo creare un semplice servizio che sia migliore di quello già esistente, se pure non è così difficile, bensì dotare questo spazio di una capacità connettiva con le varie esperienze che lo circondano. Mi spiego meglio: ci siamo accorti che in città spazi come le Officine Tarantine trovavano la loro forza proprio nella loro capacità di apertura alle varie esigenze, riuscendo a intercettare chiunque, di conseguenza abbiamo riportato questo carattere a ciò che più ci appartiene in termini di passioni e di interessi: i libri, l’università, l’attivismo. Altri obiettivi riguardo la sala studio di OffTopic sono la completa autogestione del servizio, la costruzione di una biblioteca con annesso catalogo web, presentazioni di libri e cineforum».
Dopo l’evento di esordio di cook for book, quali sviluppi ci sono? A che punto siete?
«Il cook for book è stata un’esperienza molto utile sotto vari aspetti, a cominciare dall’esigenza primaria, ovvero quella di finanziamento per sostenere i lavori, ma anche per sperimentare in maniera innovativa l’approccio al nostro messaggio, a quello che vogliamo fare. La risposta è stata immediatamente positiva, grazie anche all’aiuto dei ragazzi della Scuola di Bollenti Spiriti, siamo riusciti a ricavare una buona somma che tutt’ora stiamo investendo per portare a termine i lavori di ristrutturazione e di allestimento. È bastato lavorare sulla fiducia, un buon menù e il desiderio di condividere qualcosa per cominciare a costruire il nostro progetto».
Come lo state finanziando?
«Oltre alla cena ‘Cook for book’ si è costituito all’interno del gruppo OffTopic un ulteriore gruppo di lavoro che ha il compito di organizzare eventi e/o iniziative che hanno anche lo scopo di auto-finanziamento. Ovviamente la domanda più grande a cui stiamo cercando di darci una risposta è quella di come creare da questo progetto una forma di micro reddito per chi vuole investire energie e passioni, riuscendo anche a dare una sostenibilità economica al progetto stesso. Riteniamo che la sfida per l’alternativa sia anche questa».
Dove nascerà Off Topic?
«OffTopic nascerà come progetto di costruzione di un’aula studio all’interno delle  Officine Tarantine, ma come dicevo all’inizio è un organismo fluido che vuole sperimentarsi al di là dello spazio in sé e per sé. Riteniamo che in questo momento non esiste altro spazio in città che possiede un potenziale simile a quello delle Officine Tarantine in termini di capacità e di elaborazione pratiche di alternative, anche per questo siamo estremamente grati a questi ragazzi che hanno accolto sin dal primo momento il nostro progetto».
Il progetto ha a che fare con la scuola di bollenti spiriti costituitasi in Città Vecchia? 
«Il progetto non ha a che fare con la Scuola di Bollenti Spiriti, con i quali ci siamo interfacciati in diverse occasioni, contaminando le diverse esperienze, per seguire i loro progetti e per costruire qualcosa insieme, come la cena. Al momento il nostro gruppo conta circa venti ragazzi, inizialmente eravamo cinque o sei e ci fa molto piacere constatare che ogni settimana al nostro appuntamento fisso del sabato mattina alle Officine, si presenta qualcuno che ne ha sentito parlare e che vuole darci una mano. Perlopiù si tratta di studenti delle scuole superiori e universitari, interessati a donarsi un posto dove poter aver il piacere di trascorrere le ore di studio, o che più semplicemente desidera realizzare un luogo di aggregazione dove condividere le proprie passioni e i propri progetti». 
 


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