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KATIA FOLLESA/ Angelo, sposami qui!

Pubblicato da: Categoria: EVENTI

11
SET
2015
Si è da poco conclusa la XIX edizione del Festival del Cabaret, ma la bionda conduttrice pensa già al prossimo anno. Nell’attesa di ritornare – si spera – nuovamente a Martina Franca, prepara uno spettacolo teatrale e… rivolge una particolare richiesta al suo compagno Angelo
 
Già da qualche anno, quando a Martina Franca si pensava al Festival del Cabaret, risuonava un nome con una certa frequenza. Tra le conduttrici maggiormente desiderate da tutti gli appassionati della kermesse comica, Katia Follesa non ha tardato a calcare il palco nell’atrio del Palazzo Ducale, insieme al già consolidato Mauro Pulpito. E le attese non sono state affatto deluse. Al contrario, Katia ha portato a questa edizione un umorismo travolgente e una professionalità indiscutibile.
Merito dell’accoglienza ricevuta, dice lei. Ma noi, invece, siamo sicuri che il merito è solo del suo talento e dell’innata naturalezza con cui affronta il suo lavoro.
La becco nei camerini, poco prima della seconda serata del Festival. Lei si sta lasciando truccare dalle mani sapienti di Angelica, ma non esita a rendersi disponibile per la nostra intervista, durante la quale non rinuncia alla sua vena comica e fa sorridere me e lo staff presente.
 
Katia, questo è il tuo primo anno al Festival del Cabaret.
«Sì, e sono davvero contenta di aver accettato questa proposta perché riconosco che il Festival del Cabaret di Martina Franca è un festival importante, che meriterebbe di essere ancora più divulgato. Da qui sono nati gli artisti che adesso vediamo in tv da casa e che ci tengono compagnia nelle serate d’inverno. Secondo me questa manifestazione dovrebbe avere più spazio, più visibilità».
 
Che impressione hai avuto?
«L’impressione è stata ottima. I martinesi sono stati molto calorosi nei miei confronti e spero di essere riuscita a trasmettere la stessa emozione a loro. È scattata subito una bella complicità e riconosco che in questo lavoro l’impatto con il pubblico sia importantissimo. Sono contenta di aver contribuito a elargire loro sorrisi che poi hanno ricambiato per i nostri comici emergenti».
 
Devi sapere che a Martina Franca il Festival è uno degli eventi più attesi e ogni anno parte tra i cittadini un toto-conduttrice, ci si chiede ogni volta chi potrà esserci sul palco. Ti confesso che il tuo nome gira da diverso tempo: sei da sempre richiestissima dal pubblico.
«Allora sono contenta, molto bene. Speriamo dunque di restare anche il prossimo anno per la ventesima edizione: cifra tonda! Qui si respira un’atmosfera meravigliosa. Devo dire che a Martina Franca non c’ero mai stata, pur essendo venuta altre volte nei dintorni, ma l’accoglienza è stata talmente bella che voglio assolutamente ritornarci. Sai, quando sei fuori casa – e per il mio lavoro sono costretta a viaggiare parecchio – è importante trovare la giusta accoglienza. E non parlo dell’albergo o del comfort della camera, ma di atmosfera. Quando è soave, come quella trovata qui, è meraviglioso. Ci si sente a casa».
 
A proposito di accoglienza, come è stato lavorare con Mauro Pulpito?
«Anche quella della co-conduzione è un’esperienza difficile da vivere. Spesso due presentatori vengono “accoppiati” senza conoscersi affatto, e si ritrovano a dover condurre qualcosa di importante con la paura di non essere riusciti a consolidare reciprocamente il rapporto e di apparire più freddi o a disagio. Con Mauro è accaduto l’inverso, perché già al telefono, quando ci siamo conosciuti, abbiamo trovato un feeling. È bastato uno scambio di messaggi e questa cosa mi ha molto tranquillizzato. La sintonia è stata poi confermata non appena ci siamo visti di persona. Pensa che nella prima serata del Festival, ad esempio, ci avevano dato un copione che non abbiamo seguito per niente: siamo andati a braccio e abbiamo trovato un’intesa pazzesca. Credo che sia una bravissima spalla e anche lui – nonostante sia molto vecchio (ride, riproponendo il classico sfottò nei confronti del conduttore tarantino, ndr) – meriterebbe ben altri spazi».
 
Hai accennato poc’anzi al fatto che per lavoro sei costretta a essere sempre in viaggio. Ciò nonostante riesci a essere anche molto presente per la tua bambina, Agata. Tra l’altro è figlia di due comici… Intravedi in lei la stessa vena umoristica?
«Purtroppo sì, ho paura che mi rubi il lavoro. Per me e Angelo (Pisani, ndr) in casa è all’ordine del giorno sdrammatizzare ogni situazione e lei ha già capito come si fa, sa rispettare i tempi comici. È una bambina molto solare, conosce bene il teatro ma poco la televisione, perché non le permettiamo di guardarne molta. Non sa che mamma e papà lavorano in televisione. Ci ha visto solo una volta fare una sitcom per bambini, per il resto guarda solo qualche cartone animato. Il palco invece lo conosce. La portiamo spesso a teatro sia per i nostri lavori che a vedere gli spettacoli per bambini». 
 
Ti preoccupa che possa intraprendere la vostra stessa carriera?
«No, affatto. La appoggerei e le darei tantissimi consigli. Se vorrà fare la comica da grande per noi va bene. Anche se in realtà adesso dice di voler fare la cuoca ed è ancora meglio visto che è un settore che non va mai in crisi (sorride, ndr)».
 
In televisione hai esordito in coppia e ora porti avanti una carriera da solista, esattamente come Angelo, tuo mar… Scusa, sei sposata?
«No (ride e si agita sulla sedia, ndr), non sono sposata perché lui non mi ha voluto sposare. Scrivilo, scrivilo in neretto: sposami!!! Magari qui a Martina Franca!».
 
Assolutamente! Mandiamogli un messaggio dalle pagine di Extra Magazine. Dicevo, tu e Angelo pensate di fare qualcosa insieme, oltre alla sitcom che avete già realizzato?
«Sì, decisamente. Come hai già detto abbiamo fatto in passato qualcosa insieme, una sitcom già giunta alla seconda edizione. Inoltre c’è un progetto teatrale, nel quale affrontiamo i problemi tipici della coppia. Lo stiamo preparando e debutterà l’anno prossimo».
 
Puoi darci qualche anticipazione?
«Posso solo dirti che lo spettacolo si chiamerà “Dio li fa e poi si pente”. Racconterà la coppia vista sia dalla parte dell’uomo che della donna e ci sarà l’interazione del pubblico. È un progetto a cui tengo molto e non vedo l’ora di portarlo in scena. Prima però mi godo un po’ di meritata vacanza».


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