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SPECIALE CARNEVALE / Si comincia!

Pubblicato da: Categoria: EVENTI

20
FEB
2019

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Il nuovo formato, l’uscita mensile e soprattutto il respiro nazionale ed internazionale con cui da qualche numero si è rivestito il nostro Extra Magazine consentirà per l’intero anno solare di dedicare numeri speciali agli eventi popolari che, come tali, sono vissuti nel Paese ma anche a particolari festività come quella del santo patrono dei tarantini Cataldo, Martino dei martinesi, Oronzo dei leccesi e Nicola dei baresi, unitamente ad altre manifestazioni che, per il loro ampio respiro meriteranno l’attenzione che ogni nostro speciale ha sempre riservato agli eventi di grande spessore.

Uno di questi è certamente il Carnevale, festa che interessa molte città italiane e molti paesi e che vanta, almeno per alcuni, una storia pluricentaria.

Qualcuno si chiederà subito perché proprio uno speciale di Carnevale in una epoca in cui le feste sembrano essere fissate soltanto nel calendario e nelle manifestazioni tradizionali,ma che nella gastronomia e nella culinaria in generale sembrano avere diritto di cittadinanza per l’intero anno.

Così, si sente dire in giro che ormai ogni giorno è Carnevale, intendendo con tale termine fare riferimento ad una festività particolarmente sentita e partecipata.

I nostri padri latini ci hanno lasciato il detto “semel in anno, licet insavire” nel senso che solo nel periodo strettamente riservato al Carnevale era consentito darsi alla pazza gioia, alla sfrenatezza e agli scherzi più birboni ai quali l’uomo di ogni tempo è stato legato.

Dal punto di vista della gastronomia il povero “Carnevale” ha perso il trono regale che gli competeva perché i ravioli o calzoni di ricotta impastati con uova e zucchero oggi si possono acquistare per tutto l’anno nei laboratori specializzati nella produzione di pasta fresca tradizionale.

La carne di maiale in tutte le sue forme e specialità viene consumata per l’intero anno anche dai ceti più poveri della popolazione.

Soltanto i dolci tipici del Carnevale, come le chiacchiere, sono rimasti i re incontrastati della gastronomia carnacialesca.

Dalle nostre parti quando si vuole offendere una persona e, in particolare, una donna si usa dire che “è proprio una Befana” o che si è vestita da Carnevale. Tutto questo avrà dato  certamente nel corso dei secoli lo spunto ai carristi di costruire le loro mastodontiche e artistiche costruzioni ironizzando e prendendo spunto dal sociale ma soprattutto mettendo alla berlina la donna nelle sue forme “prosperose”.

Abbiamo già detto che il Carnevale è caratterizzato dalle maschere, piccole e grandi, dai cari allegorici e dalle sfilate che sono programmate soprattutto tra il Giovedì grasso, l’ultima domenica  e il martedì di Carnevale.

Sull’aspetto artistico dei carri e delle maschere ci soffermeremo nel corso dello speciale.

In questa sede ci piace, inoltre, evidenziare come quello pugliese sia il Carnevale più lungo di Italia perché inizia a Putignano, città principe del Carnevale pugliese addirittura il 26 dicembre, nel cuore delle festività natalizie, con la popolare manifestazione delle propaggini.

Per l’occasione gruppi musicali mascherati si alternano su un palco cittadino prendendo in giro gli amministratori locali e, per l’occasione, fa la sua prima apparizione anche il buon vino delle nostre terre che accompagnerà il Carnevale fino alla sua conclusione.

Per il calendario il Carnevale nelle altre località italiane inizia il 17 gennaio con la festa di San’Antonio Abate, il santo monaco eremita morto oltre i cento anni e che viene rappresentato con un porcellino e un bastone con un campanellino.

Un detto popolare fa sapere che per il 17 gennaio Sant’Antonio porta “maschere e suoni”.

Nello stesso giorno la tradizionale popolare pugliese offre una grande pagina di storia con l’accensione del grande falò di Novoli, in provincia di Lecce, che supera i venti metri di altezza e che richiama migliaia di turisti provenienti da ogni parte d’Italia e anche dall’Estero.

Quello del fuoco è un segno popolare di grande valenza e anche di sacralità e per questo motivo sul pinnacolo del grande falò viene bruciata l’immagine di Sant’Antonio Abate. Ma il fuoco ha un grande significato nel senso che è immagine di purificazione e di trasformazione e di passaggio dalle tenebre dell’inverno verso la seconda parte dello stesso che si caratterizza per piccoli e significativi segnali che l’inverno volge al termine e il momento particolare che sottolinea tutto ciò è certamente la festa del 2 febbraio o festa della Candelora o delle candele accese quando, come recita un detto, dell’inverno siamo fora.

C’è un ultimo elemento  che non può essere sottaciuto nella dinamica del nostro Carnevale ed è il fischietto in terracotta di Rutigliano che per l’occasione si veste a festa con una particolare mostra, ma non è da meno Grottaglie con la sua produzione dei fischietti allegorici e colorati in argilla cotta.

C’è da mettere in questo palcoscenico di Carnevale anche la musica che da ritmo alle danze, ai balli, ai veglioncini dei bambini e ai classici e aristocratici veglioni degli adulti che hanno in Venezia la regina.

Letto in questa chiave che abbraccia un po’ tutto ciò che ruota intorno ad esso il Carnevale trova giustificazione e promozione di essere portato alla ribalta dei nostri lettori in questo speciale tutto da leggere e da collezionare e, credeteci, non siamo presuntuosi!

 



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