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La società italiana e il suo ruolo elettorale negli ultimi decenni

Pubblicato da: Categoria: EDITORIALI

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LUG
2020

Le masse, nell’uso metaforico del termine, indicano le moltitudini, in genere e quantità, di persone non differenziate. La folla, il popolo. Durante lo sviluppo della società industriale, assunse più specificamente il significato di moltitudine sociale, priva di marcate caratteristiche di classe o di ceto, dai ristretti orizzonti culturali, contrapposta e distinta dall’élite. Con le successive mutazioni sociali, il sostantivo acquisì valore specificamente sociologico, indicando l’insieme delle persone politicamente passive e dipendenti nei confronti delle istituzioni politiche, economiche e militari. Secondo chi ne identifica il ruolo, le masse assumono un valore sociale negativo o positivo tanto da essere individuato nella plebe (massa amorfa) sottratta all’aristocrazia per essere governata da una classe dirigente borghese o di popolo quale protagonista della rivoluzione ispirata da Dio (Mazzini) o dalla coscienza di classe (Marx). Di fatto, quell’entità definita massa, vulgo, popolo, società, esiste ed è composta dalla maggioranza della popolazione.

Le masse hanno sempre rivestito un’importanza sostanziale in qualsiasi forma di governo: da una parte dominandole per spersonalizzarle sino a condurre gli individui all’informe anonimato, dall’altra con lo sforzo verso l’ascesa come frutto della democratizzazione e della diffusione del benessere e dell’accrescimento culturale. Che la società sia considerata vulgo da dominare o popolo da spronare verso l’evoluzione, la certezza è che nessuna forma di governo ha storicamente ignorato la sua importanza sociale, servendosi della repressione e il populismo per controllarla o il liberalismo e la coscienza di classe per sviluppare il progresso sociale. Con l’avvento del suffragio universale, l’interesse politico per il popolo è divenuto fondamento stesso dell’attività politica anche se con finalità totalmente differenti: il convincimento delle masse a non poter sussistere senza una élite che le controlli o il coinvolgimento del popolo nelle fasi di crescita sociale e culturale nel proprio unico ed esclusivo interesse.

Evitando di richiamare gli eventi storici che hanno posto in stretta relazione l’uso del popolo per l’ascesa delle dittature, per sovvertire i sistemi con le rivoluzioni o per la nascita delle democrazie, con ruoli dei cittadini spesso opposti, a volte simili ma con esiti divergenti, ci focalizziamo sulla condizione della società italiana e il suo ruolo elettorale negli ultimi decenni. L’evidenza di quanto sia ancora marcato il divario sociale, di come stia emergendo un vistoso regresso culturale, della ricomparsa di fenomeni politici, sociali, settari, perfino esoterici del passato, dimostrano il totale arresto del progresso sociale e della crescita dell’Individuo. Agli inizi del secolo scorso la Sinistra rivestiva il ruolo di tutelare il popolo attraverso politiche mirate al lavoro, alla sanità, alla scuola, alla casa, in base ai principi che ne costituivano la propria essenza, in opposizione al sistema reazionario e capitalistico che tendeva a rallentare l’evoluzione e la crescita sociale, specie del proletariato, con il fine ultimo di poterlo controllare. La caduta delle ideologie ha diluito anche i ruoli politici sicché, era prevedibile che il vuoto lasciato dalla Sinistra nella società, sarebbe stato rapidamente colmato dal dilagante populismo, dai rigurgiti nazionalisti, dai nostalgici ammiccamenti ai regimi totalitari, esattamente come era già accaduto nel passato in diverse aree geografiche del Pianeta. In concreto, i punti di riferimento che sarebbero dovuti restare inviolabili e inamovibili se non verso il miglioramento, ciò che erano i baluardi della Sinistra, sono stati abbattuti dando spazio a surrogati valutati solo in funzione degli accordi elettorali tramite soluzioni o riforme insipienti ed effimere, affidate all’improvvisazione proprio in quegli ambiti fondamentali come il lavoro, la sanità, la scuola, la casa. Anche l’ascesa e la crescita culturale del popolo è stata abbandonata all’autogestione, notevolmente influenzata, però, dai mass media privati e dalla rete internet. Naturalmente nulla quaestio per questi potenti mezzi di comunicazione attraverso i quali tutto esiste ed è possibile, dove chiunque può accedere ma che senza la sufficiente capacità di discernimento e la giusta dose di cultura pregressa, inducono a confondere inesorabilmente il vero con il falso. Le conseguenze non sono difficili da individuare nella massa che ritiene di aver raggiunto l’interscambiabilità di ruoli anche non avendone gli strumenti essenziali, convinta della sua autonomia, proprio dall’élite che avrebbe dovuto combattere.     



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