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Raccolta idee/Cos´è questa Plasticaqquà

Pubblicato da: Categoria: Attualità

20
GEN
2014
L’idea è nata sul social network e si è poi concretizzata attraverso una serie di incontri che coinvolge sempre più partecipanti. Emilio, Giuseppe e i loro amici, muniti di buona volontà e buone intenzioni, vogliono sensibilizzare la cittadinanza verso una città migliore
Con il nome di Plasticaqquà si sono riuniti per ripulire le spiagge e i litorali dai rifiuti che li sovrastano. Un gruppo spontaneo, nato sul social network che riunisce tutti i cittadini e tutti coloro che vogliano partecipare. Gli ideatori, se così possiamo definirli, sono Emilio Cattolico e Giuseppe Internò, che lavorano nel campo della comunicazione e dell’amministrazione e che ci hanno spiegato il progetto.
Che cos'è Plasticaqquà? 
«E’ un gruppo spontaneo di cittadini attivi che promuove e realizza giornate di raccolta rifiuti dalle spiagge, dai mari e dalle coste di Taranto. Gli stessi rifiuti vengono divisi, trasportati e depositati negli specifici raccoglitori per la raccolta differenziata. Unitamente a questo, tenteremo di informare quanta più gente è possibile sui danni provocati dai rifiuti sia alla flora che alla fauna marina».
 Chi sono i promotori? 
«I promotori iniziali siamo stati noi, Emilio Cattolico e Giuseppe Internò. In futuro speriamo sarà sempre meno necessario dover fare questa specificazione, poiché è nel nostro intento stimolare la partecipazione attiva a partire dalla scelta dei luoghi da ripulire e monitorare, l’organizzazione del lavoro, la differenziazione dei rifiuti e il loro smaltimento. Speriamo, così facendo, che chiunque possa ritenersi promotore volontario di Plasticaqquà, indipendentemente dal tempo dedicato a questa causa comune».
Come nasce l'idea?
 «L’idea è nata da delle riflessioni su Facebook nei riguardi di iniziative autonome, sporadiche e solitarie di raccolta di rifiuti dal mare e dalle spiagge da parte di entrambi i promotori iniziali. Forti dell’esempio dato dai ragazzi di “Ammazza Che Piazza”, è bastato solo rivolgersi a un ambito più specifico in cui operare. Abbiamo ritenuto necessario occuparci della cura dei mari di Taranto che lambiscono la città e la rendono unica. Ci sono stati singoli e gruppi che sporadicamente, hanno messo in atto vere e proprie opere di recupero di litorali, ma è nelle nostre intenzioni non limitarci alla pulizia di spiagge per bagnanti a ridosso dell'estate, piuttosto mantenere puliti questi luoghi sempre».
 A chi è rivolto? Chi coinvolge?
 «Chiunque voglia dedicare parte del proprio tempo, in maniera occasionale o costante, al raggiungimento degli scopi di Plasticaqquà».
 Oltre che alla cittadinanza, esiste un messaggio rivolto all'Amministrazione? 
«Un messaggio rivolto alla cittadinanza, prima o poi, nel suo processo di espansione, diviene naturalmente anche un messaggio per l’Amministrazione che di fronte a una sempre maggiore sensibilità verso l'ambiente, la sua cura e la raccolta differenziata dei rifiuti, dovrà stare al passo coi tempi e al passo con le esigenze degli abitanti. Per l'anno 2012 Taranto si è classificata tra gli ultimi posti tra tutti i comuni d'Italia per ciò che concerne la raccolta differenziata dei rifiuti, strappando un risultato sotto il 13% a fronte di una media nazionale che si attesta attorno al 35%, Statte ha superato il 50%».
Quali sono i prossimi appuntamenti? C'è un calendario? 
«Ci vedremo domenica 19 gennaio alle ore 11:00  in viale del Tramonto a San Vito nei pressi del baretto “Calm Beach”. C'è molto da fare da quelle parti e l'area di intervento è piuttosto estesa. Per evitare di soffermarci troppe settimane lì, abbiamo studiato una nuova formula che prevede il pranzo a sacco e la prosecuzione della raccolta rifiuti anche nel pomeriggio. Speriamo, così facendo, di facilitare anche la partecipazione di genitori con bimbi al seguito e di chi la domenica mattina, ha altri impegni. Inizieremo con una sorta di breve riunione organizzativa, uno scambio di idee per meglio organizzare la rimozione dei rifiuti  e raccogliere spunti e proposte per i successivi appuntamenti. Non c’è al momento un calendario di eventi, contiamo di realizzarlo nel tempo insieme ai volontari».
Come vi finanziate? C'è qualcuno che vi dà una mano? 
«Abbiamo messo a disposizione un po’ di materiale inizialmente, abbiamo invitato i volontari che potessero farlo a fare altrettanto: portare materiali e attrezzi per sé e per gli altri. C’è chi ci ha raggiunti anche solo per donarci dei sacchi o dei guanti. Non accettiamo denaro».
 


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