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Almanacco/ Porte aperte al nuovo anno

Pubblicato da: Categoria: Attualità

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GEN
2017
Ne hanno dette di tutti i colori e in effetti il 2016 non è stato tutto rose e fiori. Vediamo insieme gli eventi più importanti finora accaduti, per decidere cosa lasciarci alle spalle e cosa merita di essere salvato
 
 
Chi sa perché negli oroscopi e nelle previsioni per ogni nuovo anno si tende a esaltare le positività e a emarginare le negatività, come se si volesse esorcizzarle. 
Intanto, piaccia o meno, siamo entrati da qualche giorno nel 2017 cantando qualche ora prima del suo ingresso ufficiale fra gli umani il noto brano musicale “L’anno che verrà” del mai dimenticato Lucio Dalla e proprio per mettere le mani avanti al primo vagito del nuovo anno abbiamo anche ricordato l’altrettanto famoso brano musicale cantato da Ornella Vanoni: “Tristezza per favore va via”, ma questa si dice che sia sorda e che non voglia prestare attenzione ad alcuna richiesta di cancellazione. Insomma, quando la tristezza decide di farti visita ti puoi barricare quanto vuoi tanto, alla fine, entrerà lo stesso nella tua vita.
Guardando a ritroso ciò che ci ha portato il 2016 non possiamo dirci soddisfatti se pensiamo all’enorme schiera di tarantini che ancora lottano contro il cancro e ai tanti giovani e meno giovani che sono alla disperata ricerca di un posto di lavoro.
Ma vediamo nello specifico cosa il 2016 ha portato ai tarantini.
Sul capoluogo ionico è sorto l’hotspot per gli immigrati con le mille polemiche che si è portato appresso.
A gennaio, complice il ministro dei Beni Culturali, Franceschini, i leccesi si sono ritrovati titolari della storica Soprintendenza Archeologica targata Taranto.
A febbraio è scoppiata la polemica per i ridimensionamenti di diversi ospedali della provincia. 
A maggio il Procuratore della Repubblica Franco Sebastio, collocato a riposo, ha lasciato il posto a Carlo Maria Capristo.
Sortisce effetto positivo la petizione con  la quale si chiede che Taranto sia dotato di un Istituto per la cura e la ricerca sui tumori.
Indimenticabile per la sua atrocità la strage del 7 giugno con l’omicidio di Federica De Luca e del piccolo Andrea, ammazzati brutalmente da Luigi Alfarano, marito e padre delle vittime.
A luglio fa tappa a Taranto il Puglia Pride e il 29 dello stesso mese l’ex Capo del Governo, Matteo Renzi viene a Taranto e, decantando la bellezza del Museo MarTa, inaugura il secondo piano del polo museale rilanciando, nel contempo, lo sviluppo del Porto.
Il 4 agosto i tifosi tarantini della squadra di calcio esultano per il ripescaggio in Lega Pro. Intanto questa volta i tarantini devono dire il definitivo addio alla Birra Raffo che passa nelle mani dei giapponesi.
Ad ottobre Taranto entra nel progetto delle autostrade del mare e il 29 si svolge la Spartan Race, evento che si ripeterà ancora nel 2017 e nel 2018.
Gli ultimi mesi sono all’insegna dei problemi occupazionali con la chiusura del Brico Center e con le note problematiche della Cementir.
Anche a fine anno l’abusivismo commerciale la fa da padrone tanto che ci si rivolge al Prefetto, ma nulla cambia, anzi la situazione peggiora e gli abusivi crescono come funghi in ogni parte della città, compresi i parcheggiatori abusivi. 
Intanto il sindaco Stefàno, consapevole che in primavera dovrà togliere il disturbo da Palazzo di Città, dissemina cordoli in ogni parte del centro urbano suscitando l’ira e la protesta dei commercianti.
Ma la Taranto del bisesto 2016 è stata ormai iscritta negli annali della storia come la “Taranto millionaria”. Chi non ricorda infatti che dal Governo, dalla Regione, finanche dai Riva ci sono piovuti in testa soldi a palate, tanto da provocare alluvioni in ogni quartiere. Il Governo Renzi annuncia 800 milioni (mai visti!), Gentiloni decreta 100 milioni per la Sanità (vedremo se arriveranno!), Emiliano promette 32 milioni per Taranto (promessa da marinaio?). Dai Riva si dice che arriveranno 1 miliardo e 300 milioni. Intanto anche questo denaro è congelato.
Nel frattempo il 2016 ci ha regalato l’ebrezza del freddo e della prima neve, ma ha fatto di più Obama rispolverando la “Guerra Fredda” fra gli Usa e la Russia facendola pagare cara a Putin per aver agevolato l’ascesa alla presidenza americana di Trump.
Brevemente ricordiamo quelli che sono stati gli avvenimenti internazionali che ci hanno interessati: dalla vittoria di Trump all’uscita della Gran Bretagna dall’Europa, dagli attentati dell’Isis a Nizza e a Berlino alla Guerra orrenda e senza fine ad Aleppo.
Tre terremoti hanno scosso il nostro Paese, da quello che ha colpito il cuore dell’Italia Centrale alla disfatta di Renzi bocciato anche dal referendum fino alla crisi non ancora sopita della Raggi al Comune di Roma.
Scuola: in questo settore si deve registrare una buona notizia perché tutti i doceni che a settembre si sono dovuti trasferire al Nord, grazie alla nuova ordinanza sui trasferimenti, potranno ritornare nelle proprie città.
Sull’Università si attendono segnali concreti per vedere più consolidata la presenza universitaria nel capoluogo ionico.
Turismo: anche a Taranto si cerca di destagionalizzare il settore puntando sul recupero dei Beni Culturali ma anche sul nuovo modo mettendo in campo tutti gli attrattori perché questo possa decollare.
Porto e trasporti: importante il rilancio dell’Autorità Portuale di Taranto ma lo stesso non si può dire per la tanto decantata presenza del Frecciarossa da Taranto a Milano. Fino ad oggi c’è costata cara con alcune soppressioni tra cui due Intercity e i primi guasti che la dicono tutta su quelle che sono le “attenzioni” verso il nostro trasporto su rotaia. Migliori sembrano le prospettive per vedere Grottaglie come sede aeroportuale per i voli civili.
Mitilicoltura: buone notizie dalla Regione Puglia per i nostri operatori del settore he potranno beneficiare di supporti economici per garantire il mantenimento dei posti di lavoro e la produzione.
Ilva: entro febbraio dovrebbe passare nelle mani della nuova proprietà e da giugno dovrebbe essere operativa in pieno con tutte le richieste salvaguardie. Ad onor del vero ciò si sarebbe dovuto registrare già nel 2016. 
A noi in primavera certamente toccherà essere vigili e soprattutto responsabili nella scelta degli uomini che dovranno governare il capoluogo ionico nei prossimi 5 anni.
Per chi ci crede, occhio ai primi 12 giorni del mese di gennaio, sono le cosiddette “calende” che ci permettono di conoscere con anticipo come sarà ciascuno dei 12 mesi del 2017.
Questa sera, 5 gennaio, andiamo tutti a letto con la speranza che la vecchia e cara Befana possa lasciarci qualcosa di “dolce” che serva a migliorare la vita già tanto amara.
A noi in primavera certamente toccherà essere vigili e soprattutto responsabili nella scelta degli uomini che dovranno governare il capoluogo ionico nei prossimi 5 anni.
Chi sa cosa e chi ci toccherà.
L’ultima chicca di quest’anno arriva da Martina Franca. Domenica 7 gennaio nella piazza del Quirinale, in occasione della Festa del Tricolore, potremo vedere sfilare Isacco, Fosforo e Futuro. Chi sono? Sono i tre puledri di cavallo di razza Murgese,  provenienti dalla riserva naturale della masserie “Galeone” di Martina Franca gestita dal Corpo Forestale dello Stato, che in grande uniforme parteciperanno al cambio della guardia montati dai corazzieri del Quirinale. Tre cavalli rigorosamente italiani, dunque, dopo che per una vita i corazzieri del Quirinale hanno montato quadrupedi irlandesi, polacchi, tedeschi, non per una forma ottusa di esterofilia ma per una ragione molto semplice: l’altezza. Infatti i cavalli murgesi sono stati selezionati perchè grazie a esperimenti, selezioni e incroci superano l’altezza di 174 cm, altezza minima consentita per essere montati dai corazzieri 
Con questa piacevole notizia, che inorgoglisce tutti, auguriamo ai lettori di Extra Magazine buon anno!
 


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Copertina 19 maggio 2017



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