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Muro contro muro

Pubblicato da: Categoria: Attualità

7
SET
2017

Temiamo che quanto stia avvenendo in Consiglio Comunale sia derubricabile a sterile polemica interna al PD, schermaglie tra renziani e bolscevichi appartenenti alla componente Emiliano


Il dubbio sulla reale volontà di Rinaldo Melucci di dimettersi non ha mai sfiorato chi, dotato delle più elementari basi di buon senso, non può non aver visto nel gesto del Primo Cittadino la volontà di compiere un atto dimostrativo, una prova di forza che indicasse chiaramente al suo partito come stiano realmente le cose: o con me o tutti a casa.
 Il tutto ben sapendo che una classe dirigente locale miracolata dal voto mai avrebbe accettato il muro contro muro imbarcandosi in una nuova rocambolesca campagna elettorale senza ancora aver capito nemmeno come sia stata possibile la vittoria in quella precedente.
Temiamo che quanto stia avvenendo in Consiglio Comunale sia derubricabile a sterile polemica interna al PD, schermaglie tra Renziani e Bolscevichi appartenenti alla componente Emiliano, dimostrazioni di forza a conseguenze zero alle quali dovremo cominciare ad abituarci perché dureranno per molto tempo.
 Sarà una sorta di guerra fredda in cui tutti minacceranno  di usare l’atomica ma nessuno mai farà saltare realmente il banco perché la conseguenza sarebbe l’annientamento del PD dal panorama politico tarantino (soprattutto dopo le polemiche sugli assessori baresi e l’eventuale autoaffondamento per futili motivi).

 Non preoccupa quindi tanto la tenuta dell’assise cittadina quanto ciò che questo orrendo teatrino ci comunica in termini di capacità politica.
E’ da dilettanti pensare di vincere le elezioni per una manciata di voti e poi trattare la propria maggioranza in maniera sprezzante manco fossi il Doge.
E’ da ingenui fare apparentamenti e poi bidonare il povero Bitetti pensando che ti regga il moccolo in consiglio comunale ed è contestualmente da sprovveduti sperare di usarlo  come deterrente per ricompattare la tua maggioranza (della serie,  Azzaro fai il bravo altrimenti faccio asse con Bitetti ed escludo i renziani).
E’ da immaturi affermare «entro 48 ore deciderò se sciogliere o meno il consiglio. Valuterò se tornare al mio lavoro, dove sicuramente guadagnavo il doppio, facevo una vita più serena e mi godevo di più i miei bambini». Fare il Sindaco, per chi ha passione civile, dovrebbe essere un onore e non una questione di stipendio.
E’ da parvenu farsi dettare la giunta dal protettore politico e poi sperare che papino ti pari il sedere quando hai voglia di fare esercizio di potere per dimostrare di essere la pupa del gangster cui nessuno può torcere un capello.
 Lo stesso dicasi per l’opposizione: è sgradevole celare dietro il fantomatico interesse della città una voglia matta (ovviamente smentita categoricamente) di “grosse koalition” per vincere anche quando si è perso.
Sembra una lotta tra bulletti di quartiere senza una logica sistemica, un mercato delle vacche in cui ognuno prova a “farsi i cazzi sui” in ossequio ai famosi consigli dispensati dal Senatore Antonio Razzi nell’ormai celebre video divenuto virale: c’è chi pensa a un posto in regione, chi all’incaricuccio, chi al subentro e prova a giocare maldestramente le carte che ha in mano. Insomma, Totò e Peppino che arrivati nella politica pronunciano il fatidico “noio volevam savuar”.
Fermi tutti, tanto poi sulle vicende di Taranto decide Bari e prova ne sia il fatto che Rinaldo Melucci ha consultato Emiliano ed il contendente Gianni Azzaro pare sia stato avvistato con Antonio Decaro, sindaco di Bari e suo riferimento politico.
Si chiama irrilevanza, baby. Una seria presa d’atto meriterebbe, quella sì, le dimissioni irrevocabili ed un po’ di vergogna.



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