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Quanto ci costerà quella camicia stirata

Pubblicato da: Categoria: Attualità

12
APR
2018

La strategia di comunicazione attuata dallo staff di Salvini è chiara. Il messaggio è: il maschio italico si deve occupare delle vicende del paese (cose da uomini) e procurare i beni per la sua famiglia, mentre la donna deve interessarsi alle faccende di casa aspettando il suo eroe. Sembra assurdo ma molti ci cascano

Instagram è un social network che permette agli utenti di scattare foto, condividerle in rete, commentarle e lasciarle commentare. L’azienda è attualmente proprietà di Facebook Inc. e questo, dopo lo scandalo Cambridge Analytica, può divenire un problema per chi non vuole che si faccia uso della propria immagine o dei propri dati anche se, pubblicare la propria vita su un social network, è imprescindibile dalla conseguenza che divenga dominio pubblico. Su Istagram, ad esempio, si possono pubblicare fotografie di sè e della propria vita per poterle condividere con gli altri utenti e amici facendoli, così, partecipi dei propri momenti catturati con l’obiettivo. Anche in un’operazione così semplice, però, bisogna rispettare la legge, il buonsenso e la netiquette. La prima condizione è fondamentale mentre le altre due sono affidate alla propria correttezza o al sistema di censura adottato dal network adoperato. Indipendente dagli obblighi e dalla propria indole, è importante avere rispetto per il prossimo, così come dovrebbe essere nella vita, cercando di non turbare le altre categorie di utenti con frasi offensive, minacce, false notizie o immagini che artano la realtà. Se tutto questo è il prodotto di un comune membro della società che gode, quindi, di un’attendibilità proporzionata alle sue conoscenze e al suo ruolo, il potenziale danno che può arrecare e le reazioni determinabili sono notevolmente contenute. Lo stesso non si può dire se le immagini e i commenti esternati provengono da una figura pubblica come un personaggio politico o un appartenente al mondo dello spettacolo. Se le pubblicazioni hanno anche una finalità strumentale, è sostanziale che queste rispettino gli utenti cui sono inviate. Evidentemente, il tutto è direttamente proporzionale al numero di followers che, più sono, tanto più è probabile che appartengano alla classe media della società, per intenderci, quella che lavora duramente per vivere. Tanto premesso, è possibile introdursi nel pieno dell’argomento. Fra venerdì 6 e sabato 7 scorsi, sfogliando le pagine virtuali di Istagram, ci si è imbattuti in scatti fotografici che ritraevano Elisa Isoardi mentre era intenta a stirare una camicia – presumibilmente del suo compagno – da lei commentati con la frase: “Un venerdì sera da leoni”. Per chi non dovesse rapidamente collegare questo nome a un’immagine, ricordiamo che Elisa Isoardi è un'ex modella italiana e conduttrice televisiva. Oltre alla sua popolarità acquisita conducendo programmi popolari come Unomattina, Linea verde e A conti fatti, la Isoardi è passata alla ribalta delle cronache per essere divenuta la compagna di vita di Matteo Salvini leader della Lega. Che Elisa Isoardi abbia deciso di condividere la sua vita con uno dei peggiori razzisti, omofobi, maschilisti della nazione è, sempre che per lei lo sia, un problema suo e se lei decide di pubblicare estratti della sua vita con il politico, è un suo pieno diritto e come tale deve essere rispettato. Lo stesso anche quando la coppia, che vantava amore infinito e una solidità indistruttibile, dopo una crisi, ha visto pubblicare le fotografie che ritraevano la Isoardi in affettuose esternazioni con Matteo Placidi. Certo le scelte devono essere rispettate, anche quelle di Isoardi che tradisce Salvini. Bisogna ammettere che la tentazione di sbeffeggiare l’integralista padano sono state notevoli. Poche ore dopo la pubblicazione su Istagram delle foto della conduttrice, il popolo del web si è scatenato in commenti fra l’ilare e l’indignato spinto. Qualcuno dirà che la Isoardi è libera di stirare tutte le che camicie che vuole e di chi vuole riscuotendo diversi consensi. Ma perché si è generato un putiferio fra i cybernauti per qualche fotografia e un breve commento? Senza dover riflettere molto, le ragioni sono contenute proprio in quelle fotografie. Leggendo i commenti e osservando lo shooting con più attenzione, emergono alcuni dettagli che giustificano il tam tam mediatico. Il primo fra i motivi è proprio la Isoardi che stira una camicia (si presume) di Salvini sotto luci falsamente comuni, con i capelli pettinati da poco ma lasciati cadere sul volto, il tubino nero indossato come un grembiulino e le pose sexy assunte con nonchalance. Tutto lascia intuire che quello fosse il risultato di una precisa regia. Il secondo motivo che ha generato malcontento collettivo, quello che ha scatenato le prime critiche, è che non si comprende come una donna dello spettacolo che guadagna all’incirca 200mila euro annui che sommati ai circa 250mila euro di Matteo Salvini, debba stirare le camicie di venerdì sera sottolineandolo in rete. Il problema, naturalmente, non è stirare le camicie, anche se questo in quella condizione lascia perplessi, ma il sottolinearlo su Istagram e, a quanto pare, senza nemmeno collegare il ferro da stiro alla presa elettrica. Per una logica proporzionalità, le donne lavoratrici e le casalinghe che sono costrette a stirare in qualsiasi ora e giorno dell’anno, dovrebbero essere protagoniste di un book fotografico a settimana. L’altro motivo è quello che ha creato più clamore colpendo principalmente il popolo femminile. Dopo circa un secolo e mezzo di lotte per l’emancipazione femminile è davvero un abominio assistere a un messaggio come quello che è stato diffuso dalla Isoardi. Perché quello è un messaggio: il maschio italico si deve occupare delle vicende del paese (cose da uomini) e procurare i beni per la sua famiglia, mentre la donna deve interessarsi alle faccende di casa aspettando il suo eroe. Sulla stessa scorta, Elisa Isoardi aveva già assunto atteggiamenti di docile sottomissione esercitando l’endorsement per il padano candidato durante la campagna elettorale nelle scorse elezioni politiche. Questo accade mentre i nostri governi, con il plauso di Salvini, inviano truppe in Medio Oriente giustificandole con il bisogno di liberare donne e bambini considerati meno di un animale da soma. Traendo le conclusioni ce n’è abbastanza da riderci sopra ma anche per indignarsi profondamente perché mentre Salvini e la Isoardi recitano il ruolo della famigliola perfetta, gli italiani cercano di mantenere la famiglia in piedi. Ciò che preoccupa davvero, non è il fatto in se stesso, perché recitare è la routine di un politico e di una donna dello spettacolo ma che Salvini abbia riscosso un elevatissimo numero di consensi elettorali. Se dovessimo analizzare questo dato, potremmo pensare che molti italiani si sono arresi al potere politico mentre altrettanti sono molto simili a Salvini e alla Isoardi. Noi, al contrario, ci limitiamo a ridire di queste patetiche scenette compatendo coloro i quali credono siano spaccati di vita e a unirci al coro di chi sta schernendo la coppia proprio con gli stessi mezzi che adottano Salvini e Isoardi per farsi propaganda.



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