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Martina Franca/Dall'oblio di Palazzo ducale rispuntano le Unioni civili

Pubblicato da: Categoria: POLITICA

13
OTT
2014

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Era il febbraio 2013 quando, per la prima volta, un'amministratore di Martina Franca parlò dell'istituzione del registro delle Unioni Civili. Quell'amministratore era l'assessore Donatella Infante che fece da apripista a un tema tanto delicato quanto poco sentito ai piani alti di Palazzo ducale dove si era già impegnati a moltiplicare "pani e visitori". Qualche mese dopo, esattamente a maggio, "Martinanews"  lanciò la petizione online affinchè il registro venisse adottato. In sinergia con noi di Extra Magazine e con il gruppo facebook Vox Populi, in poco tempo, la soglia minima di firme necessarie fu ampiamente raggiunta e superata, ma da allora, nonostante l'impegno preso da qualche consigliere e assessore, il tema è diventato lettera morta.

A tirarlo fuori dall'oblio nel quale era caduto, ci ha pensato in questi giorni il consigliere comunale Aldo Leggieri che ha preparato un regolamento e un ordine del giorno (allegati) da sottoporre, a ognuno per le proprie competenze, alla 1^ - 3^ e 6^ commissione consiliare permanente e all'intero consiglio comunale. A darne notizia è lo stesso Aldo Leggieri: 

 

"Nei prossimi giorni avvieremo una discussione circolare fra le commissioni consiliari permanenti della 1^ (Affari istituzionali) la 3^ (Servizi sociali) e la 6^ (Cultura) al fine di trovare delle convergenze per far approdare in Consiglio comunale la delibera con annesso regolamento riguardante le Unioni Civili. Si tratta di un tema delicato, ma va nella direzione di una visione aperta e matura di una città che si è sempre dichiarata anche nei fatti solidale.

 La nostra città ha sempre avuto un entroterra importante per le tradizioni antropologiche che ha sempre racchiuso nel suo tessuto sociale. Spesso e volentieri si parla di Martina come una città conservatrice. Ma è arrivato il tempo di sfatare questa inclinazione o presunta tale, perchè Martina, se è vero che è proiettata verso l'Europa e i suoi valori, è anche vero che ha bisogno di un atteggiamento liberal e democratico dell'agire politico.

Tanti cittadini martinesi, che pagano le tasse e che concorrono al benessere della comunità, attraverso varie forme, hanno bisogno degli stessi diritti di tutti, e quindi di riconoscimenti prima civili e giuridici, che sociali. Ed è per questo che tutelarli e garantire loro attraverso una regolamentazione anagrafica per assistere un loro congiunto dello stesso sesso, sia essenziale per l'evoluzione umana della collettività tutta. Ed è un dovere per la politica e per la mia generazione fare in modo che ciò avvenga.

Non citerò Antonio Gramsci o Piero Gobetti. Ma mi riferirò a don Luigi Sturzo: "Ho sentito la vita politica come dovere e il dovere dice speranza".

Il progresso, la modernità e la lotta al conformismo partono anche da qui."

 

 

 



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