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OPERAZIONE G.A.3./L´IMPRESA DI ALESSANDRIA

Pubblicato da: Categoria: Cultura

6
DIC
2018

Nella notte tra il 18 ed il 19 dicembre 1941, sei palombari della Regia Marina, a bordo di tre mezzi d'assalto subacquei (i "maiali"), penetrarono nel porto di Alessandria d'Egitto ed affondarono le due navi da battaglia britanniche HMS Queen Elizabeth e HMS Valiant: è senz'altro la più celebre delle azioni della Xª Flottiglia MAS

La Regia Marina, nel 1941, dopo il tragico scontro di Matapan, riscattò il suo onore assestando un duro colpo alla flotta inglese ancorata nel difeso porto di Alessandria d’Egitto. A differenza degli inglesi la Regia Marina non fece uso della sua flotta ma affidò l’ardita impresa a soli tre insidiosi mezzi subacquei, condotti ad 1,3 miglia dalle ostruzioni del porto inglese. I mezzi italiani appartenevano alla X Flottiglia MAS. I tre mezzi erano i temibili SLC, sigla indicante il Siluro a Lenta Corsa. Per la sua strana forma gli venne conferito il nome di Maiale. Era un mini sommergibile, l'evoluzione della famosa Mignatta, usata durante la prima guerra mondiale per affondare la corazzata austriaca Viribus Unitis. I maiali, operavano sott’acqua, azionati da un motore elettrico di 1,6 HP, alimentato da una batteria di accumulatori che assicurava una velocità di tre nodi, per un massimo di 15 miglia di autonomia. Lungo lo scafo del siluro erano collocate due postazioni verticali, munite di comandi che alloggiavano due palombari, dotati  di autorespiratore. Alla prua del maiale era collocata una carica esplosiva che conteneva 300 chilogrammi di tritolo, (esplosivo ad alto potenziale). Il maiale, giunto in immersione sotto la carena dell’unità da colpire, si posava sul fondo e i due palombari, scendendo dal siluro, sganciavano la carica, collocandola sulla carena della nave ed azionavano la spoletta a tempo per regolare l’ora della deflagrazione. Il progetto del maiale o SLC, venne ideato nel 1935 dal Capitano del Genio Teseo Tesei e Elios Toschi e successivamente perfezionato nelle modalità tecniche e d’impiego dai capitano Birindelli e Giorgini. La Regia Marina svolse i preparativi della missione di Alessandria nel massimo segreto, presso la base di Bocca di Serchio (Pisa), studiando tutti i dettagli delle difese e delle ostruzioni situate nel porto inglese. Per trasportare i maiali gli ingegneri della Regia marina collocarono sul ponte di coperta del Regio  Sommergibile Scirè, tre cilindri metallici a tenuta stagna, per contenere i Maiali. Vennero collocati due cilindri in posizione parallela a poppa ed uno a prora dell’unità. Quando l’addestramento degli incursori venne ultimato, Supermarina diede inizio alla missione segreta denominata in codice G.A.3, eseguita dagli incursori della X Flottiglia MAS. La sera del 03 dicembre 1941, precisamente alle 23.00, il Sommergibile Scirè, mollò gli ormeggi da La Spezia, diretto alla base di Lero, nel Dodecanneso, giungendo a destinazione, la sera del  9 dicembre. Ultimati i preparativi  ed imbarcato il personale incursore, il 14 dicembre alle 07.00 del mattino il Sommergibile italiano mollò gli ormeggi e prese il mare aperto. La notte del 17 dicembre giunsero gli ordini di Supermarina, il quale confermava la presenza in porto delle unità da battaglia inglesi e di una probabile Portaerei. Il piano d’attacco prevedeva lo schieramento dei maiali 221,222 e 223, con i seguenti incursori palombari. Maiale N°221, il Tenente di Vascello De La Penne ed il C^1cl. Bianchi; Il Maiale 222,  il Capitano Marceglia e il Sottocapo palombaro Marino; il Maiale 223, il Capitano Martellotta e dal Sottocapo Shergat. Il Regio Sommergibile Scirè era al Comando del Capitano di Corvetta Valerio Borghese. Lo Scirè raggiunse gli sbarramenti minati, situati vicino al porto e si immerse ad una profondità di 60 metri passando sotto gli sbarramenti  fino a giungere alla distanza di 1,3 miglia dall’ingresso del porto di Alessandria. Il sommergibile si adagiò sul fondo sabbioso ed iniziò l’operazione di sgancio dei maiali con i suoi operatori. I tre maiali sganciati dal sommergibile iniziarono a risalire in superficie fino ad affiorare a pelo d’acqua e coperti dal buio si dirigettero verso le reti metalliche di sbarramento. Da lontano intravidero tre Caccia inglesi che rientravano in porto e con una immediata ed impeccabile manovra si inserirono nella scia delle navi, entrando nel porto ed eludendo la sorveglianza del personale preposto alle manovre di apertura e chiusura delle reti. Giunti all’interno della base i tre maiali si divisero per raggiungere gli obbiettivi assegnati. Il tenente di Vascello De la Penne si diresse verso il punto stabilito, indicato dalla mappa e con molta attenzione eluse le motobarche armate che vigilavano il porto. In prossimità di una grossa unità da battaglia, intravide delle boe galleggianti e avvicinatosi, scoprì che intorno alla grossa corazzata, (Valiant), erano state situate per protezione delle reti metalliche anti siluro. Si immersero e notarono che le reti non erano ancorate, pertanto il capo Bianchi suggerì di alzare le reti e passare al di sotto. Invece il TV. De La Penne, analizzando il tutto, decise di scavalcare le reti in superficie per poter entrare nello specchio d’acqua dove era ormeggiata la corazzata. Durante la manovra un cavo rimase impigliato al  maiale ma con grande sforzo umano riuscirono a disincagliare ed immergersi sotto la carena della Corazzata Valiant. Raggiunto il fondale il motore del Maiale si spense e contemporaneamente un malfunzionamento del respiratore del  Capo Bianchi costrinse lo stesso ad emergere. De La Penne da solo sganciò la carica esplosiva dal maiale e la posizionò sull’aletta di sinistra accanto alla grossa elica della corazzata, regolando il timer della spoletta per la deflagrazione. Intanto il Capo Bianchi, rifugiatosi nei pressi di una boa venne scoperto dalle sentinelle inglesi sulle motobarche ed una volta riemerso De la Penne tentò di fuggire ma dopo l‘ intimazione di arrendersi, una raffica di mitragliatrice, scoraggiò il gesto di fuga.
Issati sulla motolancia, vennero condotti a bordo della corazzata alla presenza del Comandante  per essere interrogati, ma entrambi si rifiutarono di parlare e vennero rinchiusi deliberatamente in un locale della nave, situato sotto la linea di galleggiamento dell’unità. Il Comandate della corazzata Valiant, Capitano di Vascello Morgan, pensava che rinchiudendo i prigionieri in quel locale sotto la linea di galleggiamento avrebbe indotto i prigionieri a rivelare la posizione della carica. Alle 05.30 del 19 mattino il TV. De La Penne chiese di conferire con il Comandante della nave informandolo sull’imminente esplosione della carica per salvare vite umane. Nonostante il nobile gesto, venne nuovamente rinchiuso nel locale e subito dopo alle 06,15 la potente carica di tritolo esplose, causando un grosso squarcio e l’affondamento della corazzata. Si udirono deflagrare anche le altre cariche, precisamente quella del maiale 222 di Marceglia che posizionò la carica sotto la corazzata Queen Elizabeth, affondandola, mentre il maiale 223 di Martellotta posizionò la carica sotto la Petroliera Sagona. Le potenti esplosioni causarono vasti incendi nel porto e gli equipaggi dei maiali approfittarono per fuggire procedendo nella fase di rientro prevista. Ma tutti vennero scoperti e fatti prigionieri e successivamente condotti in campi di prigionia per essere liberati dopo l’armistizio. I potenti mezzi della X Flottiglia MAS con i suoi eroici Incursori, provocarono i seguenti danni :
La Corazzata Valiant da 27.800 t. Venne affondata.
La Corazzata Queen Elizabeth, di 33.500 t, orgoglio inglese, venne affondata e costretta ai lavori per oltre 17 mesi. La Petroliera Sagona di 7.750t. gravemente danneggiata. Il Caccia Jervis di 1690 t. gravemente danneggiato.
“Il Primo Ministro Inglese appreso la notizia scrisse la seguente frase:
Nel corso di alcune settimane l’intera flotta da battaglia nel mediterraneo orientale è stata eliminata come forza combattente”.
Gli eroici equipaggi dei Maiali vennero insigniti per il loro coraggio con la Medaglia d’oro al valor militare.



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