“La natura è piena di parole d’amore, ma come potremo ascoltarle in mezzo al rumore costante?” Enciclica Laudato si’, Papa Francesco
Storie di ordinaria amministrazione: il tale che scaraventa per terra la pellicola trasparente del pacchetto delle sigarette a mezzo metro di distanza dal cestino dei rifiuti, quell’altro che guida la propria auto con la forza del pensiero, con la mano sinistra penzoloni fuori dal finestrino e la mano destra occupata a reggere il cellulare o un lucidalabbra; quell’altro che confonde il suolo pubblico per sputacchiera vintage e l’altro ancora che lascia il suo cane libero di imbrattare di urina le ruote dell’auto dello sventurato automobilista per trasformarle in circolo sociale per tutti gli altri cani di quartiere.
Le iniziative comunali per intensificare la differenziata, la sterilizzazione dei cani randagi, quelle finalizzate a rendere il Comune martinese un comune virtuoso e “riciclone” non passano certamente inosservate, ma resto perplessa quando capisco che l’interesse al riciclo e alla raccolta differenziata è, nel cittadino medio, quello di risparmiare le tasse. Certo, ben venga avere qualcosa in più nel portafogli, ma il fine ultimo dovrebbe, anzi è, il decoro urbano, il senso civico, il rispetto degli spazi comuni, strade pulite, bus urbani pieni di gente che lascia a casa le auto a favore di un aria meno inquinata.
Siamo a conoscenza già da molto, moltissimo tempo, dei cambiamenti climatici e della scomparsa di specie animali e vegetali che “dovrà essere compensata con un altro intervento tecnologico che probabilmente porterà nuovi effetti nocivi”. L’enciclica ecologista di Papa Francesco ha segnato un cambio di rotta per credenti e non; si riferisce alla tecnologia come un passo in avanti dell’umanità, che ha cambiato le sorti degli uomini nel bene, ma anche nel male: “i progressi scientifici più straordinari, le prodezze tecniche più strabilianti, la crescita economica più prodigiosa, se non sono congiunte ad un autentico progresso sociale e morale, si rivolgono, in definitiva, contro l’uomo”. E’ una danza di parole a ritmo di sacro e profano, un crescendo di riferimenti a problematiche concrete che affliggono la Terra causate dal trasporto, dall’uso di pesticidi tossici inquinanti di aria e acque, da rifiuti non biodegradabili, a richiami di alcuni passi del Vangelo sulla Creazione:
“Quando leggiamo nel Vangelo che Gesù parla degli uccelli e dice che «nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio» (Lc 12,6), saremo capaci di maltrattarli e far loro del male?”
Quando si parla di “Terra” si ha la percezione di qualcosa di più grande di noi, a tal punto lontana dalla nostra quotidiana esistenza che se la Terra è malata, pazienza, non è affar nostro. Interroghiamo le nostre coscienze e rispondiamo, in cuor nostro, se facciamo abbastanza, se le nostre scelte hanno contribuito a far ammalare la Terra che abitiamo.
MILLEFOGLIE CREMA E ALBICOCCHE
INGREDIENTI per 2 persone:
- 1 rotolo di pasta sfoglia
- - 2 bicchieri di latte di soia
- - 1 limone grattugiato
- 2 cucchiai di farina di riso
- - 2 cucchiai di zucchero di canna o fruttosio
- - zucchero di canna q.b.
- - 3 albicocche
- - marmellata di albicocche
Procedimento
STEP 1 CREMA
Riscaldare in un pentolino il latte con la buccia grattugiata di un limone e lo zucchero. Aggiungere, a fuoco basso, la farina di riso e mescolare finché non s otterrà un composto cremoso e denso. Lasciare raffreddare.
STEP 2 MILLEFOGLIE
Tagliare in quattro parti uguali la pasta sfoglia e bucherellarla con una forchetta, addolcirla con zucchero di canna e, lasciandola nella stessa carta forno in cui è avvolta in confezione, infornare a 180° per 20 minuti circa ( controllare che non si gonfi in cottura, altrimenti aprire il forno e bucherellarla).
STEP 3 COMPORRE
Preparare gli strati della nostra millefoglie all’albicocca alternando uno strato di marmellata e albicocche fresche tagliate sottili nel verso della lunghezza, un altro di crema e così via.