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LA MIA TAZZA VEGANA/RITMO ANIMALE

Pubblicato da: Categoria: La mia tazza vegana

7
NOV
2018

Pensavate che la musica fosse prerogativa tutta umana? Niente di più sbagliato: uccelli, balene, cani, gatti e tante altre specie dimostrano non solo di gradirla ma anche di saper "cantarla"

Non vi è nessuna cultura che non faccia musica. Antiche quanto le pitture rupestri nelle caverne, sono gli strumenti musicali creati sin dalle origini dell’uomo. Per l’uomo la musica è d’accompagnamento alla sua vita: c’è musica nelle auto, per la strada, al bar, nel centro commerciale; c’è sempre attorno a noi e sarebbe difficile immaginare un  mondo senza musica.
Già presso i pensatori greci e romani come Lucrezio, Plutarco e Plinio il Vecchio si trova riferimento all'idea secondo la quale gli animali, soprattutto gli uccelli, sarebbero stati gli autentici inventori della musica e che gli esseri umani l'avrebbero semplicemente appresa o imitata.
Una disciplina di recente creazione, che studia la musica sugli animali, il modo in cui reagiscono ai suoni e gli effetti che la musica genera in loro si chiama zoomusicologia ed è una fusione tra la zoologia e la musicologia.
La natura è piena di suoni e di musica; gli stessi animali diventano ascoltatori passivi e artisti creativi. La musica non riguarda solo il genere umano, esistono studi, ricerche ed esperimenti che dimostrano che appartiene anche al regno animale e che anche cani, gatti, orango hanno le loro preferenze musicali.
Lo psicologo Charles Snowdon scoprì che la miglior maniera di studiare l'effetto della musica sugli animali era crearne una specifica per ogni specie animale dal momento che ogni specie è in grado di percepire frequenze diverse.
La loro musica preferita è quella classica: addirittura per un cane l’ascolto di musica classica può abbassare la soglie dello stress e diminuire i suoi latrati. Alla luce di tale convinzione, il musicista statunitense Felix Pando incise un disco con pezzi adattati per animali di musica classica. Creò melodie rilassanti interpretate da strumenti con frequenze particolarmente gradite ai pet.
Uno studio condotto sugli animali dello zoo di New York dimostrò, ancora, che agli orango piacevano i vocalizzi di Caruso, diversamente dal coyote e dal lupo che ne erano impauriti.
Che ne sappiamo invece degli animali che non si limitano ad ascoltare la musica, ma che invece la fanno?
I suoni degli animali nascondono significati che solo ora riusciamo a capire: gli uccelli usano suoni per avvertire i vicini che il territorio è occupato e per attirare le femmine, le quali giudicano la potenzialità dei maschi dal canto e più i gorgheggi sono complessi, più desiderabile sarà il maschio; mentre i lupi ululano per avvertire gli altri branchi di non avvicinarsi, i leoni ruggiscono per spaventare gli altri maschi e le prede.
Le lunghissime sequenze delle megattere, le balene del Pacifico dalle lunghe pinne, sono come canzoni che durano alcuni minuti e usano temi ripetitivi e ritmi simili a quelli della musica umana. Se le canzoni delle megattere di struttura molto regolare sono paragonabili alla musica classica, quelle delle balene della Groenlandia sono più varie e simili al Jazz. Per questo definiti come“i jazzisti del Pacifico”.



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