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GONFIAMO LA RETE/ MANITA DI VITTORIE CONSECUTIVE. E' TORNATO IL TARANTO E QUALCHE TIFOSO...

Pubblicato da: Categoria: SPORT

9
NOV
2017

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Si respirava aria di festa al Salinella. Si è sentito un boato d'altri tempi al gol del giovane Palumbo. Potenza di un pallone.

Il Taranto. Figlio di Taranto e di tutto quello che accade intorno a questa città. E’ passato da una crisi che sembrava irreversibile, ad un record di vittorie consecutive, in casa e fuori. Un inversione di rotta che ha preso in contropiede tutti gli acerrimi nemici dei colori rossoblu, spesso travestiti da tifosi, talvolta anche addetti ai lavori, che ora si attaccano a frasi del tipo “Però, se avessero fatto meglio prima…” oppure, “Se avessero allestito una squadra migliore…”, “Troppo in ritardo dalla vetta…”.

La risposta. ‘Il Taranto, anche se avesse avuto una rosa più attrezzata, più forte, e senza problematiche varie, avrebbe, al massimo, 3 punti in più: uno con la Sarnese (piuttosto fortunata a Taranto; vinse, nel finale per 3-2), un altro ad Altamura (dove si comprese che ci fossero problemi nello spogliatoio, oltre che societari e con i tifosi), uno a Pomigliano (forse… se un petardo ed oggetti vari, non avessero spaventato i pur sempre giovani calciatori rossoblù).

Quindi. Il problema non è il Taranto, sia chiaro. E’ che questo Potenza, al momento, sembra inarrestabile. Intanto, la sua dirigenza, aveva costruito la squadra per la Lega Pro, certa di un ripescaggio, mai avvenuto. La storia insegna però che, a parte qualche raro caso, chi parte così forte, prima o poi, avrà un calo. Il Taranto non deve abbassare la guardia. Le altre squadre che precedono i rossoblù, al momento, sono tutte raggiungibili a breve. Vogliamo sbilanciarci: entro Natale saranno tutte agguantate.

Conclusioni. I tifosi, piano piano, sembrano tornare alla stadio. Domenica 5 Novembre, sugli spalti dello Iacovone, erano presenti almeno 2000 anime. Lasciamo lavorare Cazzarò e compagni. Pera deve restare a Taranto, se si desidera vincere questo campionato.

Il Presidente. Massimo Giove, persona tranquilla e, soprattutto tifoso e competente di calcio, non fa proclami. Mentre vi scriviamo, è in corso l’assemblea dei soci. In scaletta, le dimissioni del Cda e la nomina dei nuovi amministratori.
Intanto, sorridiamo al calcio ritrovato, con le performance di Galdean, dello stesso Pera, del giovane Palumbo e di tutta la squadra, capitanata da Claudio Miale, un sanguigno. Buona vita.

La partita. TARANTO – FRATTESE 3-0 - Il Taranto non ha nessuna intenzione di fermare la sua corsa e batte anche la Frattese con un perentorio 3-0 allo stadio “Erasmo Iacovone”. I rossoblù inanellano la quinta vittoria consecutiva e salgono a quota 21 punti in classifica. Le reti giungono tutte nella ripresa: al 2′ Ancora serve un’ottima sfera a Palumbo, il quale non sbaglia davanti all’ex Pardo concludendo a rete con un preciso destro. Nei minuti finali, al 39′ Galdean inventa una magistrale punizione dalla distanza che non lascia scampo all’estremo difensore ospite ed al 53′ Pera realizza, in maniera esemplare, un calcio di rigore conquistato da Diakité. La vetta resta sempre distante 10 lunghezze, complice la straordinaria annata del Potenza, ma la squadra ionica sembra davvero inarrestabile e sta convincendo con gioco e risultati anche i tifosi più scettici.

Le interviste. Mister Cazzarò (Taranto). “Bravi i ragazzi! Cinque vittorie di fila, portano le loro firme. Il lavoro paga sempre. Non sono certo io a compiere i miracoli. Secondo me il Taranto era già forte prima che io arrivassi. Aveva solo un problema mentale”. Qual è il tuo segreto? Quella di far sentire tutti importanti. Si è creato un gruppo tosto”.  Il  primo tempo non è stato dei migliori. “La squadra ha bisogno di carburare prima di entrare in partita, una sorta di diesel. Stiamo crescendo sia mentalmente che fisicamente”.

Marian Galdean, centrocampista del Taranto. “Miglioriamo partita dopo partita ed acquistiamo fiducia”. Il primo gol a Taranto.  “E’ stata una grande gioia. Vorrei farne altri”. Il tuo rendimento. Sto crescendo partita dopo partita.  Il merito è dei miei compagni”. Il vostro primo tempo non ha convinto. “E’ dipeso da come loro si erano disposti in campo. Il secondo ha avuto una piega diversa perché siamo stati abili a sbloccarlo subito. Dedico il mio gol alla mia famiglia, che è lontana (in Romania).

Il prossimo match. Domenica prossima sarà in programma la prima di due trasferte consecutive: si giocherà a Canosa contro lo Sporting Fulgor (Molfetta).
 



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