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A Taranto maggioranza nuova di pacca


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Pubblicato da: Categoria: ATTUALITA'

22
MAR
2018

Via due assessori (Sebastio e Franchitto) e spazio a coloro che fanno capo alla formazione di Bitetti e agli amici del Sindaco di Bari (Gianni Azzaro & co)

La tradizione marinara di Taranto emerge prepotentemente anche in questi tempi bui e si manifesta chiaramente anche nelle vicende amministrative di casa nostra.
Solo che i protagonisti della politica locale non si ispirano tanto alle gesta degli eroi o agli atti di coraggio dei condottieri ma prendono esempio da quegli abitanti più nascosti ed insignificanti delle navi che si palesano con inconsueto attivismo soltanto quando esse affondano.
Questo sta accadendo in riva allo Ionio, luogo ameno nel quale il nostro campione “Ronaldo” Melucci con una mossa da vero fuoriclasse ha fatto il doppio passo a Michele Emiliano lasciandolo sul posto e, accentrandosi da quell’ala sinistra ove si era relegato, si è messo alla ricerca di un assist per Carlo Calenda.
Quello stesso Carlo Calenda nemico di mille battaglie al quale – a valle di qualche procedimento giudiziario pendente innanzi al TAR del Lazio – il nostro Sindaco goleador aveva in passato mostrato i tacchetti degli scarpini cianciando di Leonida e degli Spartani.
Il maestoso Sindaco discendente dai Parteni, al primo tonfo sonoro di Michelone suo, si è spaventato e ha capito improvvisamente che non gli piace la corrente facente capo al Governatore della Puglia perché ha agito male sul caso Ilva e sulla sanità tarantina. Ohibò, Ronaldo Melucci se ne è accorto.
E se ne è accorto all’improvviso, guarda caso dopo le elezioni politiche, momento in cui ha anche compreso di aver bisogno di “ragionare nell’ambito di un’area riformista” e con la lungimiranza di chi antepone gli interessi della sua gente alle logiche correntizie.
Tradotto: caro Michelone, se prima facevo il sottopanza tuo perché contavi qualcosa, oggi che non conti niente preferisco prendere ordini da altri e nello specifico mi pare che Calenda stia scalando posizioni.
Piccoli statisti arroganati crescono e le sparano grosse nella speranza che qualcuno scambi strategie modeste per ragionamenti da uomini delle Istituzioni.
Mossa questa che ha un effetto collaterale costituito dai prevedibili smottamenti di maggioranza in seno al Consiglio Comunale cui fare fronte.
Niente paura: via due assessori (Sebastio e Franchitto) e spazio a coloro che fanno capo alla formazione di Bitetti e agli amici del Sindaco di Bari (Gianni Azzaro & co). Maggioranza nuova di pacca, giravolta spaziale ma chi è? ma chi è? Ufo Robot, Ufo Robot!
E se ciò non dovesse bastare si potrebbe buttare a mare qualche altro ex brillante assessore (Di Paola, Scarpati, Scarcia?) magari per fare posto a certe new entry stufe di fare opposizione e ben disposte al dialogo – of course – per il bene della città e non per interessi personali.
In questo momento di grandissimo riposizionamento si sono riscoperti tutti uomini liberi e responsabili: si badi bene non trasformisti o inciucioni ma leali con gli elettori e preoccupati per le sorti della città (e per questo “dialoganti”).
Il loro unico faro sono gli interessi della comunità ionica per il bene della quale sarebbero disposti a morire.
E’ il caso del coraggioso Gianni Liviano il quale sul riordino sanitario non ha battuto ciglio, sulla farsa dell’Arlotta ha mantenuto i nervi saldi, sulla disastrosa gestione del caso Ilva da parte della Regione ha incassato da vero boxeur, sulla Zes ha resistito stoicamente, sulla buffonata della Legge per Taranto ha fatto la sfinge ma sulla mancata concessione dei fondi regionali per il Convegno sulla Magna Grecia non ci ha visto più ed ha mollato il Presidente della Regione. E che diamine! Toccatemi tutto tranne il Convegno.
Anche in questo caso, il fatto che lo strappo sia avvenuto dopo le elezioni politiche è una disgraziata coincidenza. Cosa stavate malignando?
Sono proprio dei guerrieri coraggiosi questi tarantini, sembra quasi di sentire l’eco degli Avi che rimbomba nelle sedi istituzionali: Spartani! Qual è il vostro mestiere? Ahu! Ahu! Ahu!



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