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Citruli e paparuli della politica tarantina

Pubblicato da: Categoria: Attualità

10
AGO
2017

Ecco Piero Bitetti, un ragazzo brillante ma mal consigliato, che negli auspici dei LabDem doveva essere il paparulo inaspettatamente nato in un contesto di citruli

Un esimio poeta tarantino – Pierino La Viola – nei meravigliosi anni sessanta scrisse musica e testo di un’opera che recitava più o meno così: "sott all’alvr de le citrul onne nat le paparul (sotto l’albero dei cetrioli sono nati i peperoni)".
Sembra senza alcun dubbio la colonna sonora della campagna elettorale di Piero Bitetti, un ragazzo brillante ma mal consigliato, che negli auspici dei LabDem doveva essere il paparulo inaspettatamente nato in un contesto di citruli.
La strategia pensata a tavolino per impalcare il nostro Piero pareva sofisticata ma si è rivelata ben presto piena di falle perché partiva dal presupposto che gli estensori della tattica fossero dei ganzi e gli altri un branco di imbecilli.
Tutto comincia da lontano quando la sola vicinanza col Sindaco Stefàno pareva foriera di sciagure.
Il PD era stato azionista di maggioranza di quella Giunta e sembrava che il malcontento della città verso l’allora Sindaco potesse travolgere l’intero centrosinistra.
Urgeva quindi un motivo fondato oltre che utile a prendere le distanze da un’area che quasi pareva portare sfiga.
Il casus belli scoppiò dunque sui criteri di selezione del candidato Sindaco ed il nostro Piero non esitò a coglierla al volo: cominciò il tira e molla sulle primarie e lo strappo fu tanto lacerante quanto liberatorio perché permetteva a chi era stato Presidente del Consiglio Comunale di distinguersi dal centrosinistra giocando a fare il civico, il pierino in disaccordo a tal punto da farsi espellere, lo spirito libero che lottava da solo e con fierezza, il LabDem che è stato nel PD per amor di Patria finché le condizioni lo avevano permesso.
La scommessa era quella di fare una lista in competizione con il PD, incassare il miglior risultato possibile alle elezioni comunali, puntare sulla totale disfatta del centrosinistra e poi tornare a ballare sui cadaveri dei dirigenti locali proferendo la fatidica frase “ve l’avevo detto io”.
Ben presto sua maestà l’imprevisto ha prontamente fatto visita al nostro Piero Bitetti consegnandogli i dati relativi al primo turno: Rinaldo Melucci va al ballottaggio, progetto fallito, urge piano B.
Immaginiamo le notti insonni a  consultare i sacri testi della politica e a domandarsi cosa avrebbe fatto Machiavelli in questo caso.
Poi la folgorazione: facciamo finta di niente, abbracciamo Rinaldo Melucci, diciamo le solite quattro boiate sull’unità progressista e sul bene della città.
Ma tutte le invettive lanciate alla volta del PD e del suo candidato? Un bel sorriso e sorvoliamo.
In perfetto stile sovietico, l’algido Melucci ha abbozzato rispondendo ad abbraccio con abbraccio e a sorriso con sorriso ben sapendo che bisognava fare buon viso a cattivo gioco pur di allargare il perimetro del consenso in vista del secondo turno.
Siamo troppo forti - avranno pensato i LabDem -, lo abbiamo fottuto e ci è cascato con tutte le scarpe.
Manco questa volta i citruli si sono dimostrati paparuli: loro forse speravano che, in cambio di un contributo su Taranto, la ricompensa potesse essere un assessorato regionale per Bitetti o un posto in giunta comunale per qualche baldo giovane di specchiata fedeltà o magari la candidatura al Parlamento di un consigliere regionale PD utile a far rientrare Piero Bitetti in Consiglio Regionale essendo il primo dei non eletti.
D’altronde l’operazione era stata pensata e ripensata, ponderata, sviscerata, sezionata, analizzata, attuata con stile, senso delle istituzioni. L’unico neo – che poi è sempre il solito – è la premessa: gli altri non sono coglioni e tu non sei così furbo. I LabDem inoltre dovrebbero sapere che la scuola sovietica non ammette defezioni ed i disertori, anche se tornano facendo autocritica, vengono giustiziati ugualmente non prima di aver ricevuto un sorriso ed un caloroso abbraccio.
E che ti combina a questo punto Melucci il togliattiano? Ti propone una roba che tu non puoi accettare onde poi fare spallucce e giustificarsi col dire che lui ti ha tenuto in considerazione rispettando i patti con serietà ma sei tu a non aver accettato.
Pare che l’incastro proposto da Melucci sia il seguente: a Bitetti un posto in giunta, che quest’ultimo ha rifiutato perché decadrebbe subito da consigliere provinciale e sarebbe incompatibile se tra un anno fosse ripescato in Consiglio regionale in quanto primo dei non eletti nelle fila del Pd. Quanto ai nomi proposti da Bitetti per la giunta, il Sindaco pare abbia manifestato delle severe perplessità sulla rosa proposta dai LabDem confermando all’amico Piero – sostenitore fedele e determinante per il ballottaggio – la stima incondizionata ed il caldo invito ad accettare di entrare nella squadra municipale. Adesso Bitetti ha ripreso a tuonare contro Melucci dopo aver fatto il monellaccio al primo turno, il gattone amorevole al secondo turno e di nuovo il monellaccio adesso che ha preso il palo: insomma Bitetti di lotta e Bitetti di governo a seconda dei giorni.
Caro Bitetti, tu sei un ragazzo in gamba oltre che garbato ed intelligente anche se in questa vicenda hai fatto una brutta figura rimanendo per giunta a bocca asciutta. Ma se insisti, ne siamo sicuri, qualcosa la riceverai, non foss'altro per evitare che tu faccia la birba in consiglio facendo mancare i voti alla maggioranza. Per ora è stato cappotto, mica ci sarai rimasto male?



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