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Metti un Natale a cena

Pubblicato da: Categoria: Attualità

14
DIC
2017

L'appuntamento familiare più importante dell'anno raccontato da una pugliese. Croci e delizie di una generazione cresciuta attorno alla tavola imbandita, senza risparmiare alcune "frecciatine"

Si è tenuta a Roma all'interno della libreria Cultora l'otto dicembre, la premiazione dei  partecipanti al concorso letterario “Racconti a Tavola”, un contest per scrittori che raccontano di cibo, cucina e tradizioni.
Tra gli scrittori che hanno partecipato abbiamo incontrato Concetta Colucci, una scrittrice emergente originaria della Puglia, trasferita a Roma ormai da più di 20 anni e proprio a Roma continua a coltivare la sua costante passione per la scrittura.

Come è nata la passione per la scrittura?
La scrittura per me è la forma di espressione creativa più elastica che conosca, perché con le parole so di poter raccontare ogni concetto o idea, in fondo dalla fissione nucleare e alla metempsicosi, dai concetti della termodinamica alle numerose religioni, tutto quello che è conoscenza si descrive attraverso le parole. Ho da sempre avuto la consapevolezza che le parole arrivano ovunque, più di quanto si possa immaginare. Attraverso la scrittura definisco esattamente quello che voglio, racconto e ragiono sulle mie emozioni, sviluppo idee, faccio progetti. E' un lavoro che mi consente di fare un continuo ed infinito flusso di coscienza liberatorio. Spesso infatti scrivo a ruota libera e non sempre so dove vado a finire. Il divertimento continua quando comincio a limare ogni parola fino a trovare un equilibrio fra tutte, è una specie di gioco matematico dove tutto deve stare armoniosamente insieme.

Perché “Racconti a Tavola”?
Noi “ragazzi del sud”, siamo ragazzi cresciuti intorno alla tavola. La tavola, e più in generale la cucina, è il luogo dove ho giocato e ho fatto i compiti da piccola e ascoltavo le conversazioni dei grandi. Questo è il luogo di incontro e di condivisione più importante della famiglia. Attraverso l'attenzione che si dedica alla preparazione del cibo, passa l'affetto, la cura nei confronti delle persone care, con cui poi si sta anche a tavola ed, infine, è alla stessa tavola che si condividono numerose ore in famiglia. A tavola si fanno numerosi “pit stop”, proprio come per la Formula 1, si fa il punto della situazione sulle piccole routine quotidiane e sui grandi progetti di una vita, molta della nostra storia viene decisa a tavola.
Al sud poi (e sono certa di non essere smentita) anche il resto della giornata si passa a pensare a quello che si dovrà fare a tavola, si programma quello che si deve mangiare al pasto e addirittura ai pasti successivi… in una ricca pianificazione che parte il lunedì e finisce la domenica.
Se la tavola, e tutto quello che essa concerne, è l'ombelico del mondo (almeno del mio), è di questo che voglio parlare. La tavola è stata spesso centrale nella mia storia personale ed è per questo che ho voluto provare a raccontare come si sono evoluti i rapporti di una famiglia come la mia, attorno ad essa, nel corso del tempo.

E' un racconto autobiografico?
Beh, non nascondo che la storia prenda molto spesso spunto da esperienze vissute, come ho scritto nel racconto … “ed è di nuovo Natale, il MIO Natale”. I miei genitori sono stati e sono un punto di riferimento, ma non ho risparmiato loro alcune “frecciatine”, legate ai miei ricordi e a certi episodi curiosi della mia infanzia che sono ancora argomento di chiacchiere, risate e prese in giro durante i nostri pranzi insieme. I pranzi e le cene del periodo natalizio sono i momenti per eccellenza delle riunioni in famiglia e del grande recupero di tutte le tradizioni, anche quelle che non ci appartengono direttamente ma che ci piacciono comunque.
Cibo, tradizioni, racconti, famiglia sono tutti presenti sulla tavola del Natale, io ho pensato di raccontare queste storie.

Come hanno commentato le “frecciatine” in famiglia?
La verità è che non hanno ancora letto il racconto e non so se lo farò mai leggere loro. Ammetto di provare un certo imbarazzo a far leggere ad altri quello che scrivo, soprattutto ai miei genitori, che mi conoscono da sempre. Devo dire che la scrittura via web mi aiuta molto in questo, perché riesce a proteggere quella sfera molto privata che tramite la scrittura viene sempre fuori.  

L'ultimo blocco raccontato è quello del Natale del 2015, avranno un seguito i racconti a tavola?
Spero proprio di sì, perché ci sono ancora un sacco di cose di cui poter parlare: il bello della scrittura sta proprio nella possibilità di inventare e immaginare mille strade possibili ad ogni incrocio, è persino possibile un cambio di direzione o ripercorrere le stesse strade con occhi diversi. Per cui dopo il Natale 2015, molte altre cene di Natale ci saranno ancora … per ora mi godo questa bellissima soddisfazione e nel futuro prossimo valuterò come proseguire questo percorso.



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