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L'amministrazione dell'ingiustizia

Pubblicato da: Categoria: Editoriale

10
AGO
2017

L’amministrazione dell’ingiustizia è sempre nelle mani giuste, ne sono sicura, soprattutto quando vengo a scoprire che una condotta che prima era considerata reato viene scriminata a mero illecito amministrativo e viceversa. Ma procediamo con ordine.
Un numero sempre maggiore di Comuni sta prendendo provvedimenti contro gli escrementi degli amici a quattro zampe e le ordinanze ad hoc che impongono l’obbligo di “lavare via la pipì”, pena sanzioni tutt’altro che indifferenti, fioccano un po’ dappertutto. E fin qui, ci sta. Certo, è questione di buona educazione raccogliere quanto lasciato dal proprio cane: vero anche che i Comuni non si sperticano per mettere a disposizione apposite aree verdi, e far fare una pipì senza il rischio di linciaggio comporta spesso dover fare molta strada, tre, quattro volte al giorno in tutte le situazioni meteorologiche possibili. D'altronde, visto che si parla di bisogni che possono sfuggire al controllo, i proprietari devono munirsi di bottiglia d'acqua per lavare via eventuali e involontarie tracce. E non sempre è possibile. In ogni caso, finora si trattava solo di giostrarsi tra pazienza e tolleranza. Ma ora, la grande novità: consentire al proprio cane di fare pipì, ad esempio, sulle macchine o sulle pareti degli edifici potrebbe integrare il reato di imbrattamento sanzionato dall'art. 639 del codice penale. Codice penale! In sostanza - e non ci vuole un genio per capirlo - inasprire la pena consente ai Comuni di poter maggiormente battere cassa, in maniera parimenti odiosa a certi autovelox sensibili quanto la sorella climaterica di Godzilla.
Ma il peggio deve ancora venire. Molti sapranno che il reato di atti osceni in luogo pubblico è stato depenalizzato. Non voglio entrare in particolari, ma in sostanza chi commette atti osceni per conto suo è liberissimo di farlo tranne che - non si dispiacciano gli estroversi - davanti allo sguardo di altre persone a cui assistere a certe performarce risulterebbe una vera e propria violenza. Se prima però questo atteggiamento veniva punito penalmente (mai avverbio fu più appropriato), ora gli sporcaccioni se la cavano con una semplice multa. Ovvero - e qui divento ahimè più esplicita - eiaculare in tram sulla gamba di una donna inconsapevole (è successo davvero) diventa meno grave che far fare la pipì al cane. Sempre di liquidi si tratta, vero, ma una donna ha una sensibilità diversa rispetto a un muro o alla ruota di un'auto. Peccato vedere maggiormente tutelati questi ultimi.

 



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