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WUNDEKAMMER/ IL PAPA FACCIA IL PAPA

Pubblicato da: Categoria: Editoriale

11
OTT
2018

Il Papa ha usato parole durissime per spiegare la sua posizione sul tema dell'aborto: "Un approccio contraddittorio consente anche la soppressione della vita umana nel grembo materno in nome della salvaguardia di altri diritti. Ma come può essere terapeutico, civile, o semplicemente umano un atto che sopprime la vita innocente e inerme nel suo sbocciare?". E ancora: "Io vi domando: è giusto fare fuori una vita umana per risolvere un problema?". "E' come affittare un sicario".
Dispiace leggere di queste parole pronunciate da un'autorità che in altri casi ha mostrato apertura e lungimiranza. È un atto grave paragonare a un sicario il medico che accoglie la legittima richiesta di una donna all'intervento abortivo. Già i dati a tal proposito sono allarmanti: dal 1982 in poi il numero degli aborti è andato sempre calando, ma parliamo di interventi ufficiali senza scendere nel sottobosco della clandestinità. Sempre meno medici sono disposti a praticare l'interruzione di gravidanza che purtroppo in Italia non è un diritto garantito come vorrebbe la legge 194. D'altronde se anche il Papa li chiama "sicari", facilmente prevedibile che un numero sempre maggiore di medici si asterrà dal proprio dovere: la media degli obiettori è del 70%, nel Lazio si è raggiunto addirittura il 92% nel 2012. In Molise c'è un solo medico non obiettore.
È giusto fare fuori una vita umana per risolvere un problema? chiede il Papa. C'è da chiedergli: è giusto considerare la donna un'incubatrice senza la volontà di poter decidere del proprio corpo? È giusto che un uomo pontifichi (è proprio il caso di dirlo) su una decisione che già è molto difficile per una donna? È giusto darle l'ulteriore peso del giudizio altrui? È giusto imporre a una donna la croce di una gravidanza non voluta, magari frutto di una violenza? È giusto costringere ad allevare una creatura che si sa già in anticipo essere malata e quindi destinata alla sofferenza?
“Pensiamo - ha detto il Papa - a quando si scopre che una vita nascente è portatrice di disabilità, anche grave. I genitori, in questi casi drammatici, hanno bisogno di vera vicinanza, di vera solidarietà, per affrontare la realtà superando le comprensibili paure. Invece spesso ricevono frettolosi consigli di interrompere la gravidanza”. Sembra però facile, troppo facile fare simili affermazioni quando non si è mai nè partorito nè si ha mai allevato bambini, oltretutto malati.
Il Papa faccia il Papa, portando conforto spirituale dove ve n'è bisogno, ma non venga a insegnare come e se essere madri.

 



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