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Nessuno tocchi il felino (e neanche i cani)

Pubblicato da: Categoria: EDITORIALI

25
OTT
2013
Il fatto è grave, gravissimo. Ho riflettuto molto prima di scriverne a proposito, ma poi più motivi mi hanno spinta a farlo: e il pericolo dell’emulazione spero venga sostituito dal vantaggio della prevenzione. 
Dal veterinario, un gatto rivendicava a gran voce di essere liberato dalla gabbietta in cui era rinchiuso. La dottoressa mi spiegò che il micio le era stato portato da alcuni ragazzi che l’avevano trovato in pessime condizioni. Ora comunque stava molto meglio, con un peso – anzi due – in meno visto che era stato sterilizzato, e pronto per essere messo in libertà. Il problema, diceva la veterinaria, era che le sue ferite erano state provocate intenzionalmente: il povero felino, gatto di quartiere e ben disposto alla coccola, era stato molto probabilmente preso a calci. L’episodio fa il paio con la vicenda di almeno due cani che in questi giorni sono stati vittime di una trappola infernale costruita con una grossa bottiglia di plastica, tagliata in modo che la testa del cane riesca ad entrare (attirata in qualche modo o infilata di proposito) ma non a uscire. Immaginate a quale fine terribile sia destinato il povero cane. La zona interessata, almeno stando alle segnalazioni, sembra essere la stessa, quella di via Massafra a Martina Franca, dove il fenomeno del randagismo è presente e provoca disagi ai cittadini. Ma – spiegava la dottoressa – qui non ci troviamo di fronte a un residente esasperato quanto alla perversione di una o più persone che volutamente torturano un animale. La sera stessa, dalle finestre della nostra redazione, assistiamo di persona a una scena per fortuna conclusasi bene. Un gruppo di ragazzi, vicino a uno dei gatti della zona, stava certamente per maltrattarlo: le loro intenzioni non buone sono state confermate dal fatto che alla nostra protesta sono scappati immediatamente. Il micio, che forse non ha capito nulla e che continua a fidarsi delle carezze di chiunque, è ora attenzionato e il vicinato è stato appositamente invitato a tenere gli occhi aperti.
Questi episodi, più che una bravata, sono indicativi di un’aggressività – dovuta all’età o anche al momento di frustrazione generale - che facilmente si trasforma in logica di branco. Indipendentemente dalle cause, che comunque vanno analizzate in una prospettiva educazionale da famiglie, scuole e amministrazione, invito anche i cittadini a ben osservare e i vigili (che proprio in questi giorni hanno dimostrato una certa sensibilità nei riguardi degli amici zamputi) a monitorare il territorio urbano per scoraggiare il ripetersi di questi atti crudeli.
Chiedo scusa per la crudezza di queste righe, ma il caso lo richiede. Ci saranno altri momenti per la leggerezza. E a coloro che si divertono in tale maniera avverto: venite a trovarmi, e vedrete dove infilo la vostra di testa. 
 
 



Commenti:

Daria pastore 25/OTT/2013

Purtroppo ciò che più preoccupa è l omertà della gente, la paura a denunciare, o la consapevolezza che le denunce non saranno perseguite perché trattasi di "animali" e quindi non meritevoli della giusta attenzione. In questo periodo le Asl veterinarie sono impegnate nel controllo delle mucche per motivi sanitari. Io mi chiedo, visto che sono in giro nelle varie masserie, perché non approfittarne e controllare i cani, i loro ricoveri, microchip, e la lunghezza delle catene??? Questa operazione se fosse fatta abitualmente renderebbe la vita di molte povere creaturine pelose migliori. Il controllo del microchip fatto dalle guardie zoofile ultimamente a Martina Franca centro è si encomiabile, ma andrebbe fatto prima nell agro, perché questi cani al guinzaglio hanno sicuramente un posto al calduccio, una pappa sempre pronta e un amico umano che li porta a spasso. Meglio di niente direte voi, troppo poco dico io.

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