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Radio Flo/La web radio da Lecce a Turku

Pubblicato da: Categoria: Eventi

28
MAR
2014
Passando per Londra. Passione, impegno e cosmopolitismo, questi gli ingredienti dell’emittente nata nel 2009, web radio di origine salentina ma dal sapore glocal
 
Il medium che meglio si è prestato, nel corso degli anni, a offrire un libero e accessibile spazio per comunicare e sperimentare è senza dubbio la radio, e  l’avvento e la diffusione del web, lungi dal farle perdere smalto, hanno ampliato le sue potenzialità, confermandone i principali punti di forza, immediatezza e capillarità. Esempio emblematico di questo è Radio Flo. 
«Radio Flo è nata nel 2009 da un’idea di Paolo Blago», esordisce Marco Chiffi (Marvin in radio), uno dei fondatori. «Paolo e altri amici avevano avuto esperienze in delle piccole radio private di provincia quando erano ragazzi. Poi quelle radio lentamente chiusero o cambiarono ma la voglia di fare radio rimase. Così un pomeriggio, mentre erano seduti al bar, uno di loro disse “perché non ci inventiamo qualcosa per fare radio su Internet?”. All’epoca le webradio in Italia non erano il fenomeno che sono adesso e noi avevamo solo voglia di ascoltare la musica che ci piaceva e di divertirci. Così Paolo cominciò a lavorare su Radio Flo e a gennaio 2009 cominciammo a trasmettere. All’inizio eravamo in pochi e c’era chi trasmetteva per diverse ore al giorno. Se ci pensi il parallelismo con le radio libere degli anni ’70 non è poi così forzato. Lo spirito era ed è molto simile. Negli ultimi anni sono cambiate tante cose ma noi continuiamo a divertirci parecchio». 
L’anima di Radio Flo sono i flokers (gli speaker), che gratuitamente le dedicano tempo e impegno. «Attualmente siamo circa 50, che a pensarci è un numero altissimo visto che nessuno viene retribuito. Per coordinare il tutto mesi fa ci siamo dati una struttura interna. Abbiamo quindi un Direttivo e delle Aree di Coordinamento che si ripartiscono le attività (ufficio stampa, social, eventi, area tecnica, formazione, ecc.)». Il palinsesto è molto ricco, c’è solo l’imbarazzo della scelta, tra i programmi ci sono Famosi come Vasco Brondi (la cui playlist, di volta in volta, si compone di artisti italiani che si esibiscono in concerto il week-end successivo alla messa in onda della trasmissione), La pulce nell’orecchio (mix di notizie serie e stravaganti, il tutto condito da ottima musica), Art Storyteller (incursioni dell’arte visiva nel territorio della musica) e Arcadia's Calling (djset di musica elettronica).
Fare radio è un’esperienza stimolante e impegnativa. Qual è l’ostacolo più ostico con cui Radio Flo ha dovuto confrontarsi, e quale invece il suo miglior punto di forza? «La cosa di cui andiamo più fieri è di aver creato uno spirito e un modo di fare alla Radio Flo. Siamo riusciti a fare gruppo raccogliendo decine di persone e sostenitori che si dedicano al massimo alla radio (ovviamente in base alla disponibilità di ognuno). Il nostro piccolo miracolo è riuscire a far funzionare il tutto solo con la passione di chi crede in questo progetto perché, ripeto, nessuno viene retribuito per il lavoro che fa (dai floker che trasmettono una volta alla settimana fino a chi lavora per Radio Flo quotidianamente). E questa oltre che essere la nostra forza è anche il punto da cui partono i problemi. Perché senza fondi è difficile crescere e lavorare bene. La nota positiva per noi però è che lo scorso anno siamo stati tra i vincitori del bando Principi Attivi 2012 promosso dalla Regione Puglia. Abbiamo preso un finanziamento e stiamo lavorando per crescere e allargare le attività. Siamo davvero orgogliosi di questo».
Molti giovani, nel Salento e in Puglia, devono andar via, per cercare una collocazione lavorativa degna di questo nome, altri invece restano. Che percezione ha del mondo giovanile locale Radio Flo? «Radio Flo stessa è a suo modo uno specchio di questa situazione. Quando abbiamo cominciato a trasmettere nel 2009 qualcuno di noi viveva all’estero o in altre zone d’Italia e c’erano programmi in diretta da Londra, Turku (Finlandia), Sardegna, ecc. Negli anni poi ci siamo spostati, c’è chi è partito da Lecce verso Milano e chi da Turku è tornato ad Aradeo. Siamo una generazione in movimento, quello è certo. Noi qui a Lecce organizziamo eventi di diverso tipo e abbiamo la possibilità di confrontarci sempre con molta gente. Quello che viene fuori è che la Puglia e il Salento hanno una popolazione giovanile divisa a metà. C’è chi ancora spera di andare via perché vede solo all’estero un futuro e un lavoro e chi invece rimane e cerca di darsi da fare. E visto che qui un lavoro da dipendente non esiste, ecco che si cerca di mettere su un’attività e di fare impresa. Il problema però è che il sistema economico non guarda ai giovani, le banche non rilasciano finanziamenti, figuriamoci mutui. L’unica possibilità di reperire fondi sta nei vari bandi regionali (o europei) rivolti ai giovani. Insomma, è un grande paradosso». 
Il panorama culturale salentino sta vivendo una fase di transizione. «Pochi anni fa esistevano molte band e c’erano parecchi stimoli», spiega Marco. «Anche i live-club erano più attenti a quello che succedeva sul territorio. Oggi invece le band si contano sulle dita di una mano e mancano ancora spazi adeguati per organizzare live e altro. Le realtà che meritano sono le piccole, dalle Arci che sono nate negli ultimi due anni in provincia ai piccoli Club. Rispetto a quelle che potrebbero andare lontano basta dare uno sguardo all’elenco di progetti di Bollenti Spiriti della Regione Puglia che certamente raccoglie le cose più interessanti a livello sociale e culturale». 
Dedizione e attenzione per il territorio sono quindi fondamentali per chi, come Radio Flo, è diventato un punto di riferimento nella scena locale.«Stiamo lavorando per far crescere il palinsesto settimanale con l’inserimento di nuovi programmi (ad oggi ne abbiamo più di 40). Dedicheremo la primavera a dei piccoli eventi in provincia e al potenziamento del nostro portale. Per la prossima estate organizzeremo un grande evento di cui stiamo definendo i dettagli in queste settimane. E sempre per l’estate stiamo lavorando ad un progetto molto grosso di cui però per scaramanzia non diciamo nulla. Insomma, Radio Flo è in continuo movimento!».
 


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