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Un tè con me/ Barbara Pirelli

Pubblicato da: Categoria: Un tè con me

22
FEB
2017

Il tratto principale del tuo carattere?
«La tenacia; pretendo molto da me, tendo a sfinirmi finché non raggiungo gli obiettivi prefissati. Certo non sempre ci riesco ma tendenzialmente non mollo».

Il tuo principale difetto?
«Dico sempre quello che penso e se una persona mi sta antipatica mi si legge in faccia; non riesco a essere falsa e cortese».

Se potessi cambiare qualcosa in te?
«Il mio naso, non mi è mai piaciuto però con il tempo ho imparato ad accettare le mie imperfezioni».

Se potessi cambiare qualcosa in Italia?
«Investirei più nelle persone e meno nei capitali».

Chi e cosa avvelena l’Italia?
«Chi non sa governarla ma anche le tantissime leggi e leggine».

Chi e cosa la salva?
«L'arte, la buona cucina e il made in Italy. Spero, invece, che qualcuno salvi l' avvocatura».

Indignata o rassegnato?
«Non mi rassegno mai».

Stato d’animo attuale?
«Moto perpetuo».

Canzone preferita?
«Ce ne sono molte ma la prima a cui penso sempre è "La donna cannone" di Francesco De Gregori».

Cosa c’è sul tuo comodino?
«La foto di me e mio figlio quando era piccolo e la foto di mio padre, che ho perso nel 2008 per un cancro polmonare».

La cosa di cui vai più fiera?
«La mia creatività».

E quella di cui ti penti di più?
«Mi pento di non aver imparato a suonare il pianoforte o il violino perché anche nei momenti di solitudine sarebbero degli ottimi compagni di vita».

In quale personaggio storico ti reincarneresti?
«Senza dubbio Coco Chanel, ritengo che per entrare nella storia non servano solo le scoperte scientifiche o le battaglie ideologiche anche con la creatività si può lasciare un ricordi indelebile. Coco Chanel ha scritto la storia della moda ed è un'icona immortale di stile ed eleganza».

La prima cosa che faresti se rinascessi uomo?
«Premetto che vorrei rinascere donna mille volte ma se dovessi rinascere uomo saprei amare: molti uomini non sanno farlo, non conoscono la comunicazione emotiva».

Quale mestiere ti sarebbe piaciuto fare?
«La scrittrice, ma da quando ho scoperto la passione per il disegno ho cambiato rotta. Se devo sognare alla grande direi che oggi con i miei disegni mi piacerebbe creare un brand e creare una linea di moda, una linea per la casa ma anche materiale di cancelleria per aziende e professionisti. Inoltre con i miei disegni e dipinti vorrei andare in giro per il mondo a fare mostre. Ho esagerato un po’, eh? (sorride, NdR)».

Cane o gatto?
«Assolutamente cane. Artù, il mio bellissimo bulldog inglese».

Oggetto portafortuna?
«Due anelli che porto sempre al medio della mano sinistra».

Oggetto del desiderio?
«Un sogno non ancora realizzato».

L’ultima zingarata?
«Proprio l'ultima non la ricordo, però ricordo le zingarate che facevo da ragazzina. Una cosa che facevo con le mie amiche erano gli scherzi telefonici e suonavano ai citofoni e scappavamo: era una cosa che ci faceva morire dal ridere. Forse perché quando io sono stata adolescente ci si divertiva con poco, a volte con niente. Ecco si può essere felici anche con poco ma bisogna capirlo. Perché non abbiamo molto tempo per essere felici».

Cosa ti fa più ridere?
«La compagnia di alcuni amici ma anche mio figlio non scherza».

Cosa ti fa più paura?
«La morte, perché ho paura di non trovare nessuno».

Luogo del cuore?
«Non ne ho solo uno; i luoghi del cuore sono quelli dove mi sento a casa».

Meglio un giorno da leone o cento da pecora?
«Anche solo un'ora ma sempre da leone».

Un compagno di viaggio ideale in auto?
«Una vecchia amica con la quale ricordare la nostra giovinezza».

Cosa non manca nel tuo frigo?
«Il latte e i formaggi».

E nell’armadio?
«Gli scheletri. Ti ho fatto sorridere, eh? (sorride, NdR)».  

C’è qualcosa che dici in privato e che neghi in pubblico?
«Su questa domanda ho un vuoto di memoria (sorride, NdR)».



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