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Martina Franca - Ci avete rotto il calcio

Pubblicato da: Categoria: SPORT

21
GIU
2015

Amaro e passionale sfogo di Sandro Corbascio, addetto stampa dell'As Martina Franca 1947, dopo l'annuncio da parte della società di voler rimettere il titolo sportivo nelle mani del sindaco Franco Ancona.

Sono consapevole che la vita, l'azione politica sia fatta di scelte, di costi, di priorità. Rispetto, pur non condividendo, che il calcio per questa Amministrazione di Martina Franca, il calcio di Lega Pro, non sia la priorità. E va bene, si può anche accettare. Però, questa Amministrazione deve dirlo apertamente alla città senza mostrare di voler fare ed aver fatto senza, di fatto, aver fatto niente, in quell'ambito si intende. Perché di questo si tratta. Bastava concedere un semplice documento con il quale si autorizzasse il Martina a disputare il prossimo campionato di Lega Pro al Tursi, al di là della convenzione che è un altro discorso e che non era vincolante ai fini della scadenza del 20 giugno. La convenzione ed i rapporti tra As Martina Franca 1947 e Comune di Martina Franca, infatti, interessano poco alla Lega. Alla Lega interessava semplicemente sapere entro il 20 giugno dove avrebbe giocato il Martina nella stagione 2015-2016 e serviva che qualcuno autorizzasse il Martina a giocare al Tursi. Questo qualcuno doveva essere il Comune di Martina Franca. Questo semplice documento, da palazzo Ducale non è arrivato, non è stato sottoscritto. Perché? Semplicemente perché il Calcio per questa Amministrazione non è poi così importante. Però questa cosa va resa pubblica per rispetto di tutti quei tifosi (tantissimi) che amano la propria città e sono orgogliosi di vedere la propria città militare nel palcoscenico prestigioso della Lega Pro. Tifosi che vedono il calcio come veicolo di passione, crescita sportiva, sociale e culturale collettiva. Sì, il calcio è anche cultura. Inoltre, sembrerei di parte avendo ricoperto fino a questo momento il ruolo di addetto stampa del Martina però vi posso confermare che questa società ha sempre fatto il massimo per portare in alto i colori biancazzurri riuscendoci tra mille sacrifici e che non ha mai sfruttato l'onda del calcio e dei tanti successi ottenuti (si è passati dalla prima categoria alla Lega Pro unica) per propri fini politici. Ho ancora negli occhi le lacrime di gioia del dg Petrosino all'ottenimento della salvezza del Martina di quest'anno dopo una stagione che definire tormentata è un eufemismo, ho ancora nella mente l'ambizione ed autorevolezza del presidente dimissionario Donato A. Muschio Schiavone, il lavoro sfiancante, oscuro e determinante del team manager Fabrizio Buonfrate e di tutti gli altri miei collaboratori. Questo per me si chiama soprattutto passione. Ognuno ha le sue passioni. Le nostre evidentemente non sono equivalenti a quelle del Comune se non si riesce a partorire neanche due righe di autorizzazione. Può succedere, però così ci avete rotto il calcio



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