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Il gioco… è una cosa seria!


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Pubblicato da: Categoria: CULTURA

1
GIU
2016
L'inaugurazione a Martina Franca di spazi verdi a distanza di pochi giorni ci offre uno spunto di riflessione: i parchi migliorano la qualità di vita dei cittadini di tutte le età in quanto sono luogo di aggregazione, di divertimento e di spensieratezza
“Non dobbiamo esagerare con le nuove tecnologie/giocare all’aperto rimane la cosa più bella che ci sia”, così recita il verso di una poesia composta dai miei alunni, con la quale hanno vinto un concorso nazionale che invitava a un uso razionale della tecnologia.
Con queste parole nella mente hanno giocato sabato scorso nel meraviglioso parco delle Pianelle, su altalene e tutto quello che il parco giochi appena inaugurato offriva loro.
Uno spazio all’aperto ben attrezzato diviene subito luogo di aggregazione, di divertimento e di spensieratezza.
A distanza di pochi giorni, in quel di Martina ci sono più spazi deputati a questa sana attività.
Ogniqualvolta sono stata a Londra, tra le tantissime cose viste e apprezzate, i parchi erano ai primi posti. Avere in centro spazi così vasti, ben tenuti, curati, che offrono a qualsiasi fascia d’età il proprio spazio e la possibilità di coltivare le proprie passioni, la propria persona e le relazioni, è fantastico e al contempo importante per l’equilibrio e il benessere della persona.
Il valore educativo del gioco è ormai noto a tutti, filosofi, psicologi e pedagogisti hanno scritto fiumi di parole per sottolineare l’importanza dell’aspetto ludico nella vita di piccoli e adulti. Indubbie sono le sue virtù formative, terapeutiche, equilibratrici.
“Il gioco è per sua natura e per suo statuto educante; è, infatti, attraverso di esso che il soggetto impara a conoscere il mondo, a sperimentare il valore delle regole, a stare con gli altri, a gestire le proprie emozioni, a scoprire nuovi percorsi di autonomia e a sperimentare per tentativi ed errori le convinzioni sulle cose e sugli altri”.
“Nel gioco il bambino, ma anche l’adulto, sviluppa le proprie potenzialità intellettive, affettive e relazionali”.
"…l'uomo è pienamente tale solo quando gioca", diceva Schiller, “perché si ritrova e si conosce”.
Per tanto tempo il valore intrinseco del gioco è stato negato e il suo significato autentico di sconosciuto.
Si può dire con Bettelheim che l’importanza del gioco nell’educazione e nella socializzazione è stata, in passato, contemporaneamente riconosciuta in teoria e negata nella pratica.
Fortunatamente, come si evince da quanto prima affermato, non è più così, la sua valenza e il suo valore sono pienamente considerati.
L’aver creato tanti spazi-gioco è lodevole, ora bisogna solo augurarsi che ci sia rispetto, per i luoghi da poco inaugurati, da parte di chi li utilizza, ma soprattuttola cura, l’attenzione e la manutenzione da chi li ha voluti e “realizzati”, perché il gioco… è una cosa seria!
 


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