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Grande Sud/A quando un treno per il Nord?

Pubblicato da: Categoria: ATTUALITA'

22
FEB
2013

 

Tante sono state le proposte che Adriana Poli Bortone vuole portare in Parlamento: obiettivo fondamentale è rilanciare il sud, azzerando le spese e migliorando i servizi
 
Nell’ultima settimana di campagna elettorale, grande Convention per il Grande Sud all’Hotel Etra a San Vito; la Senatrice Adriana Poli Bortone, insieme agli altri relatori, si è espressa sull’ambiente, oltre che in merito all’annosa questione meridionale. Nell’occasione sono stati presentati tutti i candidati al Senato e alla Camera di Taranto per il Grande Sud. Al tavolo della Convention oltre che alla Senatrice Adriana Poli Bortone (capolista al Senato per il Grande Sud), l’onorevole Rocco Pignataro (capolista alla Camera per il Grande Sud), Cataldo Sardella, UGL Taranto Segreteria Beni Culturali (candidato alla Camera per il Grande Sud), Angelo Micoli e Lucia Scialpi (candidati rispettivamente al Senato e alla Camera in espressione di AT6) e il dott. Rosario Polizzi (coordinatore Regionale Grande Sud oltre che Commissario Provinciale per la ricostruzione del partito a Taranto), che ha introdotto l’incontro ringraziando i candidati e sottolineando la forte ripresa del partito, pronto a stabilirsi in Parlamento per la necessità del nostro territorio. A seguire l’intervento di Cataldo Sardella che ha evidenziato che «il periodo che stiamo vivendo è un momento di forte provocazione politica. Chi ha amministrato la città di Taranto e la grande industria ha assunto sempre un atteggiamento di totale indifferenza nei confronti della miriade di risorse del nostro territorio; ci sono politiche di sviluppo che andrebbero riallacciate, uomini e donne che dovrebbero scendere in campo a fare politica con determinazione, perché Taranto rappresenta una situazione di emergenza e il Ministero dei Beni Culturali dovrebbe essere in prima linea accanto a tutti gli enti territoriali per la ripresa economica e culturale della città». Dopo Angelo Micoli e Lucia Scialpi, Pignataro ha rimproverato la cattiva amministrazione del territorio pugliese, causa del calo dei consumi pari al 4%, oltre che dei tagli alla Sanità. Pignataro ha affermato che «il Grande Sud non sarà clemente né con la Destra né con la Sinistra, sarà vicina agli amministratori locali attraverso una serie di proposte già pronte da portare in Parlamento; obiettivo fondamentale è quello di abbattere i costi, ridurre le tasse, attraverso una riforma costituzionale che tagli le Province, che conduca a un patto di stabilità interno utile a far ripartire l’economia e che faccia in modo che le aziende situate al sud paghino le tasse al sud. Altra campagna da portare avanti –ha continuato Pignataro- è quella che riguarda il costituirsi di una “commissione di impatto familiare”, con il compito di valutare quale impatto economico e sociale possa avere una determinata legge sulla famiglia». La Senatrice ha chiuso gli interventi marcando l’assurdità  della questione meridionale, ancora troppo imperante e non risolvibile, mentre si concretizzano progetti avanzati come quello posto in atto dal GECT (Gruppo di Cooperazione Transfrontaliera). «Attraverso il GECT», ha spiegato la Senatrice «un ente che sia il Comune o la Provincia può sviluppare progetti con altre frontiere come, nel nostro caso, con Corfù e l’Albania, utilizzando il mare come gancio. L’Unione Europea dà la possibilità a Regioni di Paesi diversi ma vicini tra loro, di mettere in atto dei progetti di interesse comune, stabilendo una cabina di regia tra politici e tecnici, che si rapporti direttamente con la Commissione Europea, non con la Regione Puglia nel nostro caso». Analizzando poi il problema dei trasporti che attanaglia il sud, ha rimproverato il governo di sinistra che con la modifica al Titolo V della Costituzione e la Legge Bassanini, ha lasciato piena autonomia alle regioni, che hanno male amministrato le risorse economiche, mentre, continua ancora «nel nostro programma esiste una Commissione di Inchiesta che valuti tutti i Protocolli di Intesa, perché il “controllo” è una forma totale di garanzia che ha bisogno necessariamente di essere introdotto». Il suo intervento si è concluso con la citazione delle proposte del Grande Sud per ridurre le tasse, come l’eliminazione delle Province e dei piccoli Comuni, e  dell’IMU;  altra proposta riguarda la sanatoria edilizia piuttosto che l’abusivismo edilizio,  con un introito di 28 miliardi per lo Stato. 
 


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