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Prove tecniche di bella stagione

Pubblicato da: Categoria: Attualità

12
APR
2018

Approfittando del bel weekend di sole molti si sono riversati nell'entroterra, conquistati dalle tradizioni legate ai culti devozionali, e sulla litoranea dove qualcuno ha anche tentato un primo approccio con l'acqua (freddina in verità)

Domenica scorsa, a otto giorni dalla Pasqua, la primavera ha fatto la sua prima apparizione regalando ai tarantini e agli abitanti di terra jonica una splendida giornata di sole.
In tanti ne hanno approfittato per riversarsi nelle vicine campagne e soprattutto lungo la Litoranea dove non pochi hanno tentato di “saggiare” il primo impatto con l’acqua marina, piuttosto fredda, ma sempre piacevole.
E così molti hanno potuto l’indomani, tonando al lavoro, mostrare la prima tintarella di stagione. Ne hanno beneficiato anche i mottolesi e i grottagliesi che hanno affollato le località agricole dove si è svolta la loro pasquetta ritardata. In particolare i grottagliesi hanno dimostrato con una partecipazione veramente esemplare il loro attaccamento al culto della Madonna della Mutata che, nel passato, è stata la patrona di Grottaglie, unitamente a San Cataldo, del quale, sempre nel Santuario della Mutata, è presente una bellissima statua in pietra policroma.
Sono state vendute per l’occasione le tradizionali “palomme” con le uova sode, si è tenuto un vario ed affollato mercato di merci varie, mentre i giovani, come nella secolare tradizione, hanno preso d’assalto le vicine distese di erba giocando a palla e dando libero sfogo alla loro vivacità giovanile.
Anche a Fragagnano hanno dato un sospiro di sollievo perché finalmente hanno potuto portare nel paese la bella rappresentazione vivente della Passione, dopo il successo ottenuto nei paesi limitrofi qualche giorno prima del Triduo Pasquale.
Grande successo ha riscontra il Gruppo Musicale dei “Mandatari” che riprendendo una antica tradizione nella notte fra Sabato Santo e l’alba della Domenica di Pasqua hanno proposto il canto tradizionale sulla Resurrezione salutati dalla popolazione che si è affacciata nel corso della notte donando loro, come tradizione vuole, taralli e uova ma non solo perché i “Mandatari” hanno raccolto quasi 300 euro che hanno devoluto in beneficienza alle Caritas delle Parrocchie dei paesi visitati.
Intanto in terra ionica e in generale in Puglia hanno già fatto un primo esame sul trend del turismo che si affaccia alle porte e hanno affrontato un test che li metterà nelle condizioni di accogliere ancora meglio i turisti che dal prossimo 25 aprile dovrebbero arrivare dalle nostre parti per un primo lungo ponte di vacanze che si protrarrà fino al 1° maggio, ma i tarantini danno grande importanza ai festeggiamenti in onore del Santo Patrono Cataldo e all’intero mese di maggio che formerà un cartellone di eventi che coinvolgeranno la popolazione e che sarà denominato “Maggio tarantino”.
Ebbene, i Riti della Settimana Santa e la Pasqua sono stati un primo test probante per il turismo di casa nostra. Le strutture ricettive, dagli alberghi ai bed and breakfast e alle strutture agrituristiche hanno fatto registrare il tutto esaurito. Ancora una volta il turismo religioso di stampo popolare ha fatto centro ospitando un numero considerevole di turisti, molto di più italiani e meno stranieri.
Intanto il capoluogo jonico, consapevole dell’importanza dell’evento ha messo in campo una serie di pulizie radicali nei luoghi in cui si sono svolti i riti per offrire un biglietto da visita dignitoso e tanto richiesto da chi sceglie di trascorrere pochi giorni di vacanze dalle nostre parti. Così, una bella e apprezzata pulizia radicale è stata operata dall’Amiu.
Anche i ristoratori hanno fatto registrare buoni affari unitamente ai gestori di bar e pizzerie che nelle notti dell’Addolorata e dei Misteri sono stati letteralmente presi d’assalto dai non pochi tarantini, e non, che hanno deciso di non dormire per due notti.
Poi, trascorsa la festa, si è tornati alla routine quotidiana facendo leva su piccole iniziative locali finalizzate ad attrarre i più golosi, come il Festival del Cioccolato.
Da questo punto di vista il primo esame, il turismo di casa nostra lo ha superato a metà nel senso che sarebbe stato auspicabile che gli ospiti del capoluogo jonico avessero deciso di prolungare di qualche giorno la loro permanenza nella città dei due mari.
Così, purtroppo, non è stato perché non è stato proposto a loro un pacchetto turistico accattivante al punto tale da farli restare in riva allo Jonio qualche giorno in più del previsto.
Avremmo offerto loro tante bellezze paesaggistiche e artistiche e la nostra ottima cucina marinara. Ma si può sempre correre ai ripari per una prossima occasione che, come abbiamo detto precedentemente, il calendario offre.
L’altro aspetto sul quale occorre concentrare l’attenzione è la necessità di recuperare il turismo straniero che ha valenza certamente diversa rispetto a quello nazionale.
Le opportunità non mancano, si tratta soltanto di saperle sfruttare mettendo in campo offerte turistiche appetibili e interessanti sotto ogni aspetto.
Il “compitino” per ogni addetto ai lavori lo abbiamo preparato, sta a loro, adesso, metterlo in pratica.



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