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Piergiorgio Erario/Non basta un Sindaco part-time

Pubblicato da: Categoria: ATTUALITA'

6
SET
2013
Se il buongiorno non si vede dal mattino, dice il giovane consigliere comunale di area PdL, stiamo freschi. Perché i problemi ci sono e bisogna affrontarli a tempo pieno 
 
A distanza di mesi, come giudica l’esito del voto delle amministrative nella città di Manduria?
«Sicuramente negativo! Questo non lo dico perché ero schierato dalla parte dei vinti, ma perché è inaccettabile che un elettore su due non vada a votare e ancora peggio che un Sindaco venga eletto con il consenso di un solo elettore su quattro. Poi c’è da fare autocritica: tra il primo e il secondo turno noi di centrodestra ci siamo fatti rimontare da un gruppo di liste civiche che sparavano a zero sui partiti, una genialata che funziona in tempi come questi di anti-politica e di “grillismo” dilagante».
Secondo lei, quale è stato il motivo principale del fenomeno dell’assenteismo? 
«Facile dirlo, la gente non crede più nella politica. Tutti gli scandali che abbiamo sentito negli ultimi mesi hanno portato a una triste conseguenza: non solo la vecchia politica ha perso credibilità, ma anche chi prova a impegnarsi per la prima volta viene visto con sospetto perché è passato ormai il messaggio che tutti quelli che fanno politica sono uguali. Piuttosto che votare il “meno peggio” la gente preferisce non votare proprio e per noi che vorremmo cambiare le cose diventa tutto più difficile».
Crede che l’attuale Sindaco sia capace a gestire le problematiche che la comunità sta vivendo?
«Questo lo scopriremo con il passare dei mesi, anzi con il passare dei cinque anni. Temo solo una cosa: che il dott. Massafra  fosse più animato dal desiderio di diventare Sindaco che non da quello di fare effettivamente il Sindaco. Mi spiego meglio:  Manduria è una città piena di problemi e per gestirli tutti non basta un Sindaco part-time. Se come lui stesso ha ammesso continuerà a lavorare in ospedale e trascorrerà in Comune tre giorni a settimana c’è poco da essere ottimisti».
Che ne pensa dei componenti della Giunta?
«E’ una Giunta che sta già palesando grossi limiti di esperienza. Il Sindaco aveva promesso in campagna elettorale una Giunta di tecnici non candidati nelle sue liste. E’ andata a finire che ha dovuto nominare tre consiglieri eletti e addirittura tre candidati non eletti nemmeno in Consiglio Comunale. Questa è un’altra stortura che la gente fa fatica a capire: se ti candidi per fare il consigliere comunale e non ottieni un consenso sufficiente per farlo, come fai a essere nominato addirittura assessore? Io sono per il principio della gavetta:  prima devi fare esperienza in Consiglio, poi entri in Giunta».
Quale è la valutazione di questo breve periodo di amministrazione?
«Faccio solo qualche esempio. Nello stesso giorno in cui Roberto Massafra ha vinto le elezioni, Ignazio Marino diventava sindaco di Roma. Marino ha impiegato quindici giorni per presentare la Giunta in Campidoglio e convocare il primo Consiglio Comunale, Massafra quasi il doppio del tempo. Il programma di “Manduria Estate” è stato pubblicato e distribuito esattamente il 14 agosto, quando i turisti ormai stavano per mettersi in macchina e tornare a casa. Insomma speriamo che il buongiorno non si veda davvero dal mattino…».
Quale sarà il vostro compito tra i banchi dell’opposizione?
«Sicuramente un controllo di tutti gli atti amministrativi. Il ruolo dei “rompiscatole” forse rende un po’ antipatici ma è l’unico modo per spronare l’Amministrazione a lavorare di più e meglio.  E poi chi sta all’opposizione non deve mai perdere il contatto con la gente, con la piazza, con i quartieri, con le associazioni. Sarebbe un errore pensare che chi ha perso le elezioni non può fare nulla, si può fare eccome». 
Parliamo del suo partito, quale è il clima che gira all’interno del Pdl?
«Diciamo la verità, un po’ di tempo ci è voluto per metabolizzare la sconfitta. Ma c’è un dato dal quale ripartire: sia alle Politiche di febbraio che alle Comunali di maggio il Popolo della Libertà si è confermato il primo partito di Manduria. A livello provinciale si sta strutturando e organizzando una squadra davvero forte. Sono sicuro che a settembre il ritorno in Forza Italia verrà accolto con entusiasmo dal nostro elettorato e spero che alla gente torni il desiderio di impegnarsi in politica e di metterci la faccia, un po’ come successe nel 1994». 
 


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